dall’alto di un tetto
> il tetto di casa.
ieri sera sono salito sul tetto di casa e ho visto il mio paese al tramonto, tutte le ville e gli alberi e le luci delle strade. la calma della gente che sta cenando, rumore di piatti in casa, tranquillità e silenzio fuori. poi da quassù, neanche si sente il gas di scarico dell’unica auto che passa, in ritardo per la cena. strana sensazione di essere una mezza via tra il grande fratello e l’occhio di sauron, che tutto vede e tutto controlla. nella realtà, un pazzo felice sul tetto di casa.
> il tetto d’europa.
mercoledì sera ‘abbiamo’ vinto la coppadeicampioni. ’siamo sul tetto d’europa’, dicono in radio, a differenza dei ‘cugini’ che sono solo sul tetto di ‘casa nostra’. rispetto per gli sconfitti, ma se ripenso alla finale di istanbul di due anni fa il sapore della vendetta è assoluto. e questo sapore assume la forma di una torta il giorno dopo in ufficio, tra chi è venuto a lavorare con la maglia del milan (io), una bandiera o una sciarpa rossoneri. 15minuti di festeggiamenti, offrendo fette di ‘vendetta di panna’ e spumante a chi milanista non è, giusto per vantarci un pò e rovinare la festa altrui. ’siamo sul tetto d’europa’, oggi di nuovo tutto è normale, ma per un anno buono i campioni ’siamo noi’.
> il tetto della libertà.
posso scegliere. posso decidere se ‘buttarmi’ o no. che poi non è detto che l’atterraggio sia morbido. perchè se ci provo e mi va bene, male non si starebbe… ma se andasse male o anche se non provo proprio, così da soli non è che mi dispero. e poi le donne fingono benissimo e noi maschietti siamo stupidi. l’ho già scritto e lo ribadisco. che faccio, mi butto tra i mortali o continuo a guardare tutto e tutti dall’alto della mia ’singola’ libertà? ho la durata di un film per prendere una decisione, ma forse neanche dovrò decidere. in fondo la mia scelta l’ho fatta…
sali tu se vuoi. sono un pazzo felice sul tetto di casa.