mio padre sta lavorando da due settimane sul tetto di casa. facendo attenzione a non cadere, è un pò pericoloso. poi scende a raccogliere l’insalata nel nostro orto e si pianta in tutta tranquillità un ferro in un occhio. letteralmente. pronto soccorso, punti di sutura nell’orbita. torna a casa bendato, mia madre mi avverte per telefono dell’accaduto, niente di grave. l’occhio non è stato leso, vedrà ancora. però non so resistere: di nascosto gli metto la mia bandiera dei pirati attaccata alla macchina e la benda su un tergicristallo. sta bene, lo deduco dal fatto che mi manda piratescamente a quel paese, ridendo.
e intanto mi risuona in testa la canzone dei pirati…
yo ho, yo ho, a pirate’s life for me…
we pillage, we plunder, we rifle, and loot,
we kidnap and ravage and don’t give a hoot,
drink up my ‘earties, yo oh!
we extort, we pilfer, we filch, and sack,
maraud and embezzle, and even high-jack,
drink up, my ‘earties, yo oh!
yo ho, yo ho, a pirate’s life for me…
venerdì mattina devo andare a lavorare in moto, la mia auto serve ai miei. va bene, mi sveglio e la giornata è soleggiata. esco di casa, cammino nel giardino e… tac, involontariamente sono passato sul ‘gabinetto privato’ del mio cane. lì capisco che sarà una giornata difficile. e infatti torno a casa dal lavoro, in moto, sotto un temporale di quelli che durano il tempo in cui ti sposti dall’ufficio a casa, poi smettono. e alla sera esci in macchina ma tanto non piove più.
…drink up, my ‘earties, yo oh!
sabato mattina devo andare in città a fare diverse commissioni, a girare per uffici comunali. raccolgo le forze e facciamo una volta per tutte questa sfida al mostro burocratico. prima tappa, tutto bene. vai con la seconda. la macchina di mia madre non parte, dovrò girare da una parte all’altra della città a piedi. secondo e terzo ufficio, mancano dei dati ma telefono a casa e recupero il tutto. ce l’ho fatta.
…drink up, my ‘earties, yo oh!
domenica in sala prove c’è un caldo impressionante, però riesco a risolvere un problema che mi perseguitava da alcune settimane. risolto e addirittura migliorata la questione. finite le prove, vado ad un aperitivo all’aperto, una mia collega di lavoro mi ha invitato. posto carino, subito un mojito per cominciare ed incontro alcune ex colleghe che mi fa piacere rivedere. c’è tanta gente e soprattutto tante belle ragazze, tutte accompagnate. guardo un pò quelle coppie. non sono invidioso, io mi sto godendo la mia vita, la mia moto e il mio mojito che ormai è a metà. però se guardo la maggior parte di quelle coppie, ho come l’impressione che siano solo scatole vuote, molto belle da vedere fuori, ma con la ‘palla di sterpaglie che rotola nel deserto’ dentro…
…drink up, my ‘earties, yo oh!
ma non tutte sono così. mi stai sempre più mettendo in difficoltà, baby.
ho un viaggio a caponord da preparare. un’esperienza da vivere che credo sarà unica nel suo genere. mi hanno chiesto se mi fa paura. lo temo, sì. lo rispetto anche. ma voglio farlo, non è un viaggio come gli altri. hanno detto che a caponord c’è un palo e basta. niente di più vero. infatti la meta non è quel palo in sè, è l’arrivarci a quel palo. vorrei tanto venisse anche Aigor: un pò mi mancherai lungo quei chilometri. sul serio. le persone con cui vado hanno una discreta dose di idiozia nel loro modo di fare. le persone giuste dunque…
pirati corsari e gran bucanieri …abbiamo una rotta, ciurma!
…yo oh, beviamoci su!!
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