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Archive for Luglio 2007

e andiamo.

28 Luglio 2007 Commenti disabilitati

la moto è fuori, accesa. i compagni di viaggio che mi aspettano.
prima scrivo questo post. poi salvo, chiudo, spengo. e poi… via.

“siamo fatti per partire,
per cercare sempre la fonte.
per vivere in viaggio, come pellegrini,
che continuamente si mettono alla sequela,
e che… arrivati ad un certo punto…
vivono il pensiero che hanno scritto fino a lì,
solo come introduzione al tema…
e poi vanno a capo… per continuare la storia!”
(Madre Teresa di Calcutta )

…un profondo respiro. e andiamo.

le dodici ‘fatiche’

27 Luglio 2007 Commenti disabilitati

ieri era la giornata pre-ferie più impegnativa.
le mie personali 12 fatiche le ho superate lo stesso.

>1) sveglia presto ore sei e trenta, quasi al limite del legale
>2) otto ore di magazzino, quasi al limite del condizionatore
>3) visita alla nonna e alla prozia prima di partire per le ferie
>4) ascolto dei malanni della mia prozia, che non ha nulla

>5) ascolto di tutte le sfighe possibili ed immaginabili che mi possono capitare durante il viaggio, partendo dal raffreddore al ’se incontri i soliti personaggi disadattati che ti uccidono per rubarti la moto’
>6) impegnatissimi gesti scaramantici per scongiurare tali sfighe

>7) temporeggiamento all’improvvisa domanda della nonna se andare a messa con lei perchè era il suo onomastico o tagliarle il prato…
>8) decisione drammatica al ricatto della nonna se andare a messa con lei perchè era il suo onomastico o tagliarle il prato…

>9) partire e trovare l’imboscatissimo ristorante per la cena
>10) devastante cena alcolica con colleghi
>11) ritorno a casa all’1 di notte in moto, che non c’era caldo

>12) …tagliare il prato della nonna.

lolita

23 Luglio 2007 Commenti disabilitati

qui non è questione di ‘arretrati’ o di ormoni grossi come tacchini. neanche è questione di battutacce sulla pedofilia. no no, non c’entra proprio nulla: qui la considerazione ha un valore estremamente assoluto, un valore ‘K’ sul mondo intorno a me che inizia e finisce con questo post, ma che parte da un episodio reale.

una settimana fa è arrivata a casa mia una famiglia di francesi, madre e due figlie. una ’simpatica’, ma l’altra… beh, l’altra è veramente una bella ragazza. attenzione: non ho detto che è una strafiga. ho detto che è bella. nel senso più assoluto, proporzionalmente carino e non ormonalmente condizionato che si possa immaginare. mi gioco qualche euro che se rimane così diventa una modella. è veramente molto bella. l’ho incontrata tornando a casa, era sotto il mio portico che si stava fumando una sigaretta e bevendo una birra fresca.

secondo me, vent’anni al massimo, a voler essere cattivi.
vado a vedere i documenti, sono curioso: tredici…

a parte il fatto che non ci ho mai preso nell’indovinare l’età di una persona, io a tredici anni mangiavo ghiaccioli, ancora giocavo con i robot, sognavo di diventare un attore, mi pettinavo con la riga dalla parte e, a volera dire tutta, ero ancora un moccioso. ora di anni ne ho quasi ventinove, adoro il mojito, giro in moto, ogni tanto sogno di diventare un comico anche se avere un bed&breakfast mi piace molto perchè il mio pubblico pagante viene a vedermi direttamente a casa… ho i capelli cortissimi e, a volerla dire tutta, non sono più un moccioso ma un misantropo.

e tu arrivi a casa mia, vestita come lolita con una punta di eleganza in più, bevi birra e fumi tranquilla le sigarette di tua madre, insieme a tua madre, sotto il mio porticato con l’aria di chi ‘ne ha viste di cose che noi umani non possiamo nemmeno immaginare’? a tredici anni?

sei avantissimo tu oppure ero indietro io? oppure è il mondo che è cambiato così tanto che gli svizzeri sono campioni mondiali di vela??

come nei migliori psico-dramma-film perloppiù esistenzialisti francesi (guarda caso), la scena intorno a me cade. nero tutto intorno, non penso più a niente. silenzio. rimango solo io e un sottile raggio di luce mi illumina. la palla di sterpaglie rotola veloce dietro di me. nel vuoto più totale mi giro e di fianco a me, illuminato da un altro sottile raggio di luce, c’è un ragazzino basso, con un robot in mano e con la riga dei capelli dalla parte. sogna di diventare un attore o un comico.

mi dice di seguirlo, oggi il mio mojito lo offre lui.

the letter

17 Luglio 2007 Commenti disabilitati

che mio fratello ci avesse perso la testa dovevo capirlo subito. si è presentato al concerto di joe cocker con un’ora d’anticipo. io del resto ero già là. ma questa è una mia deformazione personale… un pò è colpa mia, ho sbagliato clamorosamente l’ora dell’appuntamento, ma tant’è, lui era lì cmq un’ora prima. e verso la fine del concerto, si alza dalla poltrona e mi chiede se per il bis andiamo sotto il palco. Sì, gli rispon..e già era in prima fila. e io un pò più dietro, non ho saputo fare meglio. complimenti per lo scatto, dopo passa a fare l’antidoping.

bel concerto, joe cocker live. grande musica di quella da ricordare.
la cosa bella però è stata anche un’altra. c’era mio fratello ma soprattutto c’erano i miei, mamma e papà. mai stati tutti assieme ad un concerto, non che io mi riesca a ricordare. già questo rendeva la serata assolutamente speciale. c’era un nostro amico di vicenza con sua madre e sua zia e c’era infine il bassista del ‘nostro’ gruppo splendidamente accompagnato. un variegato e simpatico gruppetto.

merito/colpa mia: ho preso io i biglietti, ho fatto io da collegamento x tutti, un’organizzazione come solo io so fare, dalla prenotazione, fino a stasera. vederci tutti qui, pronti per un gran concerto, un pò mi rende orgoglioso. e chi se ne frega se non mi piace come cantano le coriste.
è un grande spettacolo, in tutti i sensi.

conosco gran parte delle canzoni ma aspetto ‘the letter’, quella che mi piace di più. prime note, mio fratello è già esaltato da un bel pò. sabato prossimo la deve suonare lui, ad un ‘nostro’ concerto.

…give me a ticket for an airoplane
i ain’t got time to take no fast train
oh, the lonely days are gone
i’m coming home
my baby she wrote me a letter…

splendida. e adesso rifalla uguale, se ti riesce…

[play]

lazing on sunday afternoon

9 Luglio 2007 Commenti disabilitati

sunday afternoon. sono seduto su una panchina ai bordi di un laghetto, è il tramonto e sono all’happy hour di un bar all’aperto, invitato da s_, una mia collega d’ufficio e barista per l’occasione, replay di quanto accaduto alcune settimane (e post) fa. birra gelata in mano.
un mojito è già stato ucciso nello sviluppo dell’azione.

gran weekend, faticosamente bello. cominciato sabato mattina cucinando uova e pancetta per alcuni ospiti canadesi del mio b&b.
Dio stramaledica il canada. no dai, scherzo. che poi, mica potevo presentargli della roba spappolata nel piatto, doveva avere una certa presentazione scenica e questo era altra fatica. anche perchè la famiglia di canadesi comprendeva una paio di figliolette che avevo tutto da guadagnarci a fare bella impressione… comunque ho cucinato uova e pancetta alle 8 di mattina: secondo classificato nel premio ‘inventa la tua bestemmia 2007′. la giuria era veneta.

vabbè, my smile still stays on. vado a ritirare la moto, ora è pronta per il viaggio e questo è ciò che importa. c’è prima un’altra cosa da fare: un concerto, ad un matrimonio. smonta gli strumenti dalla salaprove, rimonta gli strumenti nel luogo della festa. caspita, sono un pò teso. mica si può sbagliare un’esibizione in un momento del genere, non è che ci si sposa tutti i giorni… soundcheck al meglio, sono concentrato. arriva il momento di suonare. prima, seconda canzone, ottimi volumi. alla terza, qualcuno del gruppo aveva un bicchiere in mano pieno di spumante, qualcun altro suonava mentre un invitato gli reggeva la sigaretta, il mixerista (io) con il fidanzato della cantante e la fidanzata del tastierista ballavano a bordo palco. serata da bellissimo delirio, concentrazione già in vacca alla terza canzone. vai così…

tutta colpa del pubblico, che ballava energicamente pure lui. sposa e sposo felicissimi e sudatissimi a centro pista. a fine concerto, il fotografo ufficiale dell’evento giura che erano anni che non si divertiva così ad un matrimonio e lui ne sa, ne fa una trentina all’anno. tra i complimenti generali, la moglie del cantante è arrivata dicendo che tutti si sono divertiti, anche se c’erano certe mine in giro… dove la mina è un’ubriacatura poderosa. ma va bene anche così.

tutto ciò mi ha portato a letto alle 4 di mattina, con una crudelissima sveglia alle 7 per fare la colazione, stavolta classica all’europea, ai canadesi che partivano. Dio benedica il canada. ripristino le camere e torno a casa per pranzo. ho solo tre ore di sonno e molta fatica sulle spalle, mi corico un pò sul divano. l’orologio segna le 2 del pomeriggio. mi sveglio all’improvviso alle 6. dovrei già essere all’happy hour.

doccia al volo, in breve arrivo al laghetto, al bar all’aperto. s_ e il suo ragazzo, da dietro il bancone dei cocktail, mi ringraziano di essere passato ma mi fanno notare che ho un pò la faccia da sconvolto. lo so benissimo. e so che ho già un mojito in mano. lettino da spiaggia, sei mio! ’svegliatemi quando chiudete’, anche se in realtà non dormirò, ma ascolterò la musica del dj e penserò esclusivamente ai cazzi miei. arrivano altri colleghi. s_ saluta, dice che ci sono anch’io, teme che mi possa tuffare ma indica il lettino sul bordo del laghetto.

…sono quell’anima ribaltata, in questo ozio della domenica pomeriggio.