sunday afternoon. sono seduto su una panchina ai bordi di un laghetto, è il tramonto e sono all’happy hour di un bar all’aperto, invitato da s_, una mia collega d’ufficio e barista per l’occasione, replay di quanto accaduto alcune settimane (e post) fa. birra gelata in mano.
un mojito è già stato ucciso nello sviluppo dell’azione.
gran weekend, faticosamente bello. cominciato sabato mattina cucinando uova e pancetta per alcuni ospiti canadesi del mio b&b.
Dio stramaledica il canada. no dai, scherzo. che poi, mica potevo presentargli della roba spappolata nel piatto, doveva avere una certa presentazione scenica e questo era altra fatica. anche perchè la famiglia di canadesi comprendeva una paio di figliolette che avevo tutto da guadagnarci a fare bella impressione… comunque ho cucinato uova e pancetta alle 8 di mattina: secondo classificato nel premio ‘inventa la tua bestemmia 2007′. la giuria era veneta.
vabbè, my smile still stays on. vado a ritirare la moto, ora è pronta per il viaggio e questo è ciò che importa. c’è prima un’altra cosa da fare: un concerto, ad un matrimonio. smonta gli strumenti dalla salaprove, rimonta gli strumenti nel luogo della festa. caspita, sono un pò teso. mica si può sbagliare un’esibizione in un momento del genere, non è che ci si sposa tutti i giorni… soundcheck al meglio, sono concentrato. arriva il momento di suonare. prima, seconda canzone, ottimi volumi. alla terza, qualcuno del gruppo aveva un bicchiere in mano pieno di spumante, qualcun altro suonava mentre un invitato gli reggeva la sigaretta, il mixerista (io) con il fidanzato della cantante e la fidanzata del tastierista ballavano a bordo palco. serata da bellissimo delirio, concentrazione già in vacca alla terza canzone. vai così…
tutta colpa del pubblico, che ballava energicamente pure lui. sposa e sposo felicissimi e sudatissimi a centro pista. a fine concerto, il fotografo ufficiale dell’evento giura che erano anni che non si divertiva così ad un matrimonio e lui ne sa, ne fa una trentina all’anno. tra i complimenti generali, la moglie del cantante è arrivata dicendo che tutti si sono divertiti, anche se c’erano certe mine in giro… dove la mina è un’ubriacatura poderosa. ma va bene anche così.
tutto ciò mi ha portato a letto alle 4 di mattina, con una crudelissima sveglia alle 7 per fare la colazione, stavolta classica all’europea, ai canadesi che partivano. Dio benedica il canada. ripristino le camere e torno a casa per pranzo. ho solo tre ore di sonno e molta fatica sulle spalle, mi corico un pò sul divano. l’orologio segna le 2 del pomeriggio. mi sveglio all’improvviso alle 6. dovrei già essere all’happy hour.
doccia al volo, in breve arrivo al laghetto, al bar all’aperto. s_ e il suo ragazzo, da dietro il bancone dei cocktail, mi ringraziano di essere passato ma mi fanno notare che ho un pò la faccia da sconvolto. lo so benissimo. e so che ho già un mojito in mano. lettino da spiaggia, sei mio! ’svegliatemi quando chiudete’, anche se in realtà non dormirò, ma ascolterò la musica del dj e penserò esclusivamente ai cazzi miei. arrivano altri colleghi. s_ saluta, dice che ci sono anch’io, teme che mi possa tuffare ma indica il lettino sul bordo del laghetto.
…sono quell’anima ribaltata, in questo ozio della domenica pomeriggio.