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Archive for Settembre 2007

piccoli critici cinematografici

27 Settembre 2007 Commenti disabilitati

piccoli critici cinematografici crescono.

andiamo a vedere al cinema ‘300′, film sulla resistenza degli spartani alle termopili contro i persiani. tratto da un fumetto di frank miller. alla fine, il commento al film di d_ fu: ‘beh, per aver visto due ore e mezza di uomini in mutande, mi è anche piaciuto’. ambiguo quantomeno.

andiamo a vedere al cinema ‘transformer’. qualcuno che non ci può essere chiede seriamente commenti al film. g_ che all’uscita dalla sala prende a calci la sua renault modus perchè non si trasforma, facendogli oltretutto fare brutta figura con gli amici, ci pare il miglior commento.

ho passato alcuni film a mio fratello e tra questi c’era ritorno al futuro uno-due-tre. in un sabato pomeriggio di pigrizia, se li è guardati tutti e tre di fila. non stiamo a sindacare se sia peggio io che gli passo quei film o lui che se li guarda tutti in un colpo. siamo fratelli, in fondo.
fatto sta che alla fine, il suo neanche-tanto-lucido commento è stato:
‘calma… ho perso il contatto con la realtà’.

gli c’è voluto un pò per capire dov’era e soprattutto… quando.

kivhenhakkrajankatu

24 Settembre 2007 Commenti disabilitati

oggi non sto molto bene, ma sono a lavorare lo stesso.
mi hanno dato da fare un lavoro di quelli che piacciono tanto a me.
causa insignificante problema di backup dati aziendali, c’è da rivedere gli inserimenti anagrafica della settimana scorsa. controllo se tutto è ok, tabulati alla mano devo correggere eventuali errori. adoro mettere le cose a posto, pignolo di merda. ho iniziato venerdì scorso e sono già a buon punto. mi toccano i dati dei clienti finali, tipo la casalinga di voghera, per capirci. di tutta europa, per capirci ancora meglio.

su centodue clienti, ne ho ‘recuperati’ cento. mi manca manuso che è realmente di voghera e deve essere il marito della rinomata casalinga. e poi c’è gutierrez che è ancora più trascurabile al momento, ma un pò mi secca non averne trovato traccia. mi sento come se dessi la caccia ad un folto gruppo di narcotrafficanti e gutierrez è il capo indiscusso.

in generale, mi diverto un pò a vedere nomi strani dal mondo.
i più belli sono i dati degli utenti esteri. spagnoli e francesi non danno tante emozioni, a parte gutierrez. anche coi tedeschi si va facile, si chiamano quasi tutti josef, helmut, edith o franz e abitano tutti in qualkosastraβe. ma, secondo me, uno che abita in finlandia
e in via kivhenhakkrajankatu 24,

deve ricevere pochissima posta direttamente a casa.

smoking bianco

20 Settembre 2007 Commenti disabilitati

ieri sera sono andato a giocare a calcetto, come ogni mercoledì.
dopo la partita, come sempre, siamo andati a cena fuori.
come da tradizione che ho introdotto io a gennaio e ne vado fiero,
chi compie gli anni offre a tutti il primo giro di birra.
e anche ieri sera, causa compleanno, così è stato.

bello vedere che qualcosa di tuo piace e funziona.

ieri sera durante la partita indossavo:
scarpe nuove color argento, calze bianche, pantaloncini bianchi,
la seconda maglia del milan comprata il giorno prima allo stadio,
anch’essa bianca con nome e numero in rosso, gattuso otto.
stessa brutta faccia, ma in smoking calcistico tutto bianco,
non ero così candido neanche alla mia prima comunione.

poi, vabbè, abbiamo perso con otto gol di scarto, però ero fiero.

rui costa

19 Settembre 2007 Commenti disabilitati

potrei dirvi che ieri sera ero allo stadio di san siro a vedere giocare
il milan campione, prima partita di champions league di quest’anno.
potrei raccontare che spettacolo splendido sia stato tra i fuorigioco
di inzaghi, i bei lanci di pirlo, l’agonismo di gattuso, le corse di kaka’,
i due gol fatti, i gol sprecati e l’unico gol preso a tempo scaduto.
potrei descrivervi la partita e raccontarvi banalmente la vittoria.

ma l’emozione più bella ieri aveva un nome e un cognome.
manuel rui costa è stato nel milan alcuni anni. non ha fatto la storia del milan come altri, ma ne è stato partecipe. elegante nel gioco, splendido negli assist, mai una polemica se c’era da fare panca, pronto al dovere se veniva mandato in campo. come giocatore mi è sempre piaciuto molto anche quando non era al milan, tant’è che in portogallo come ricordo mi sono comprato la maglietta da calcio col ’suo’ numero 10.

ieri sera ritornava a giocare a san siro, ma da avversario.
però i cori erano tutti per lui. ha salutato i vecchi compagni, poi i tifosi milanisti l’hanno chiamato sotto la curva per un saluto. due volte, alla fine del riscaldamento e a fine partita. quando è stato sostituito, tutto lo stadio si è alzato in piedi ad applaudirlo e l’emozione era che anche io facevo parte di quelli, che uno di quegli applausi veri e sinceri era il mio, anch’io salutavo il calciatore il cui modo di giocare mi ha sempre affascinato moltissimo. poi mi sono messo ‘nei suoi scarpini’ e mi sono immaginato un uomo, che rientra in un posto dove è stato diversi anni, e 60mila persone si alzano in piedi e ti applaudono e cantano il tuo nome anche da avversario. emozione vera, roba da coronarie forti.
a te è dedicato anche l’unico striscione di tutto lo stadio:

rui nel cuore, vero uomo, grande campione.

dalla russia con amore

14 Settembre 2007 Commenti disabilitati

paese che vai, usanza che trovi.
oggi, in pausa pranzo, la nostra giovane collega russa ci ha spiegato in linea generale gli usi e i costumi dei matrimoni del suo paese.
gran popolo, ’sti russi. peccato solo per il comunismo.

intanto i due malcapitati si mettono insieme. lui pagherà ogni volta che usciranno a cena. sempre. è la regola. la mia collega dice che qui non succede mai e io le rispondo che non è vero, che l’hanno fregata. ma torniamo ai due promessi sposi russi: c’è una vaga conoscenza delle rispettive famiglie. se proprio si fa sul serio, i due nuclei famigliari si trovano e fanno conoscenza diretta. sorrisi più o meno di circostanza.

arriva il passo fatidico, quello del matrimonio. lo sposo deve andare ufficialmente dalla famiglia dell’amata e chiederne la mano ai genitori.
questi gli fanno un interrogatorio in puro stile kgb, su come intenderà mantenere la sposa, progetti per il futuro, figli, mica figli, casa, varie ed eventuali. un terzo grado. non si esclude qualche unghia strappata. ma, volendo usare della fantasia, questo può accadere anche qui.

la cosa bella è che lo sposo fa questo aiutato dagli amici.
neanche dovesse fare una rapina in puro stile ocean’s eleven. e, come se non bastasse, oltre a sudare sette camicie e qualche unghia con i gentori di lei, deve anche convincere le amiche della sposa che lui è l’uomo giusto. le amiche di lei: veleno in forma umana. non so se è un rito o cosa, ma io mi sarei già dato alla macchia da un pezzo.

ma mettiamo che il poveretto passi stremato tutte le prove e le varie torture. a questo punto arriva il giorno delle nozze. non ho voluto sapere come sono tutti i preparativi dell’evento, immagino assomiglino a qualcosa tipo pianto e stridore di denti. però, il giorno del , lui va a prendere lei a casa e, portandola in braccio fino alla macchina, la adagia sul mezzo e la porta in chiesa. vi dichiaro marito e moglie.

a questo punto ci sono i festeggiamenti. qui i russi danno il meglio.
la festa per gli sposi dura due giorni. il primo giorno brindisi per tutti, cibo, musica, allegria, spensieratezza, vodka. vodka… vodka… vodka…
si finisce quasi sempre che all’ennesimo gallone di vodka la gente diventa nostalgica e parte qualche rissa tra il gruppo dei parenti e il gruppo degli amici. raccontava la collega che una volta gli amici non erano stati invitati e si sono picchiati i parenti, divisi non si sa come.
i russi ci tengono alle tradizioni.

la notte tra il primo e il secondo poi, i russi dimostrano tutta la loro civiltà sociale: infatti la donna, invece che condividere col neo-marito i primi momenti magggici, si mette in cucina a preparare crepès e dolci per gli invitati del giorno dopo, mentre il marito dorme riposandosi delle fatiche del giorno prima. d’ora in poi la vita della coppia sarà sempre più o meno così: l’uomo riposa, la donna in cucina e agli strofinacci.
i russi ci tengono alle tradizioni.

il secondo giorno è dedicato al vile denaro. in pratica la coppia, per cominciare a tirar su qualche soldo, vende agli invitati le crepès e i dolci preparati dalla sposa e si fanno giochi insieme in cui chi deve pagare la penitenza non lo fa bevendo alcool, come da noi, ma paga in moneta sonante. la vodka circola sempre. probabile qualche regolamento di conti del giorno prima. strano che non abbiano più lo ius prime noctis

…e vissero per sempre felici e contenti.