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il gusto amaro di questa sigaretta

8 Settembre 2007 Commenti disabilitati

serata di quelle che capisci che sono serate un pò così.
esci con la scusa di un mojito, ma in realtà hai bisogno di respirare, di vento in faccia per cambiare aria nella testa, per fare un riassunto di quello che hai vissuto, annusato, riflettuto, visto, mangiato, ingoiato, pensato, in tutti questi giorni. prendi la moto e in fondo alla via cominciano a cadere poche goccie sul tuo casco ma non torni indietro.
il muso duro di chi veramente sente nell’anima un chissenefrega.
perchè anche se piove, stasera non mi frega niente di prenderla. perchè tanto sai che non piove perchè sei più determinato tu delle nuvole che hai sopra la tua testa. senza motivo, lo sai e basta.
serate di quelle che per tornare a casa fai il giro quello lungo.

stasera amico mio ti dedico il gusto amaro di questa sigaretta.

amaro come una medicina quando stai male, che sai che ti farà stare bene ma il suo gusto proprio non lo sopporti e quasi quasi, dai, ti sembra di stare già meglio così. amaro come quando guardi la tua moto dopo che sei caduto, dopo che te l’hanno riparata e consegnata, quell’amarezza improvvisa e veloce che provi quando pensi che sì, ancora funziona bene ma quei graffi lì proprio stanno male e vorresti non aver inchiodato così di colpo. oppure come il gusto che provi alla bocca dello stomaco dopo che ripensi ad una scopata fatta per rabbia, per vendetta o per egoismo. amaro, come quando dici che stavolta cazzo ti sei proprio sbagliato e forse davvero ne vale la pena, che davvero si può credere che le tue parole, quello che sei, che vorresti di onesto e sincero, quello per cui hai da sempre combattuto, stia veramente accadendo. per poi capire in una parola, in un attimo, che non ti sei sbagliato e che avevi schifosamente ragione, che tutto è amaramente sempre sempre sempre fottutamente uguale e che quello che hai umilmente chiesto alla fine non l’hai proprio ottenuto davvero. e ti ripeti ancora una volta che sarà d’altro, sarà d’altro, sarà d’altro. ma ormai sei davvero stanco e sempre più logoro, la tua voglia di combattere si accorcia sempre di più, come questa amara e vecchia sigaretta dopo ogni tiro che faccio, dopo ogni mio soffio di fumo.

stasera amico mio ti dedico il gusto di questa vecchia sigaretta
che ho tra le mie dita ma sulla quale non c’è scritto il tuo nome.

ma lo stesso ti mando il suo gusto amaro, come uno schiaffo perchè tu puoi capirmi, perchè almeno tu devi capirmi, perchè voglio credere che tu mi abbia reso lo stesso schiaffo, lo stesso gusto amaro in passato e che tu me ne renda un pò ogni volta che te lo chiederò in futuro, ogni volta che penserai che io ne abbia bisogno, che ce ne sia bisogno per me o per entrambi. tu saprai quando sarà il momento giusto per farlo. te la dedico perchè hai le spalle larghe per sopportarla, semplicemente perchè sei mio Amico e sei una delle ultime cose in cui posso ancora
credere.

ti dedico il gusto amaro di chi deve ammettere che suo padre
ha ragione quando dice che di veramente onesto, al mondo,

c’è solo lo scorrere del tempo e nient’altro.