rui costa
potrei dirvi che ieri sera ero allo stadio di san siro a vedere giocare
il milan campione, prima partita di champions league di quest’anno.
potrei raccontare che spettacolo splendido sia stato tra i fuorigioco
di inzaghi, i bei lanci di pirlo, l’agonismo di gattuso, le corse di kaka’,
i due gol fatti, i gol sprecati e l’unico gol preso a tempo scaduto.
potrei descrivervi la partita e raccontarvi banalmente la vittoria.
ma l’emozione più bella ieri aveva un nome e un cognome.
manuel rui costa è stato nel milan alcuni anni. non ha fatto la storia del milan come altri, ma ne è stato partecipe. elegante nel gioco, splendido negli assist, mai una polemica se c’era da fare panca, pronto al dovere se veniva mandato in campo. come giocatore mi è sempre piaciuto molto anche quando non era al milan, tant’è che in portogallo come ricordo mi sono comprato la maglietta da calcio col ’suo’ numero 10.
ieri sera ritornava a giocare a san siro, ma da avversario.
però i cori erano tutti per lui. ha salutato i vecchi compagni, poi i tifosi milanisti l’hanno chiamato sotto la curva per un saluto. due volte, alla fine del riscaldamento e a fine partita. quando è stato sostituito, tutto lo stadio si è alzato in piedi ad applaudirlo e l’emozione era che anche io facevo parte di quelli, che uno di quegli applausi veri e sinceri era il mio, anch’io salutavo il calciatore il cui modo di giocare mi ha sempre affascinato moltissimo. poi mi sono messo ‘nei suoi scarpini’ e mi sono immaginato un uomo, che rientra in un posto dove è stato diversi anni, e 60mila persone si alzano in piedi e ti applaudono e cantano il tuo nome anche da avversario. emozione vera, roba da coronarie forti.
a te è dedicato anche l’unico striscione di tutto lo stadio:
rui nel cuore, vero uomo, grande campione.