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con uno strano pigiama nero

18 Novembre 2007 Commenti disabilitati

arrivo a casa, dopo una serata con gli amici. mi butto sul divano così come sono, aspetto che quell’ultimo pezzo di legna smetta di bruciare dentro il camino, poi forse andrò a letto pure io. accendo la tv, tanto so già che non guarderò niente, è solo per vedere figure in movimento. piano piano mi si chiudono gli occhi, la testa cade, la palpebra pure, è una sfida a chi cede per prima. so che non dovrei, devo riuscire a stare sveglio, sto cedendo e penso ad un caffè…

d’un tratto spalanco gli occhi, come se qualcosa, un improvviso e forte squillo fosse suonato nella mia testa. sono vestito con uno strano pigiama nero e dico ’strano’ non perchè sia di quel colore, ma perchè io di pigiama ufficiali proprio non ne ho. sento freddo, forse per colpa del fuoco, penso, che si è già spento da un pò. a quest’ora, si cerca sempre un pò di calduccio… mi guardo intorno e mi accorgo che non so dove mi trovo, questa non è casa mia ma è un pò come se lo fosse, sento che è come se stessi ritrovando un pò di me… un porta lentamente si apre, c’è una luce e mi avvicino. entro. non sembra camera mia, ma non ho paura. davanti a me compare un micio nero, lo guardo e lui fa altrettando con occhi azzurri glaciali, vuole giocare, o meglio, passare un momento di spensieratezza e leggerezza e che sia quel che sia.

c’è un tavolo e sopra il tavolo c’è uno strano libro. lo apro e mi rendo conto che in quel libro c’è raccontata buona parte della mia vita, anche se non tutta. diciamo qualche momento saliente. ma manca ancora molto della storia. ma è sufficiente per ricordare idee chiaramente confuse e confusamente chiare. avrei bisogno di una sigaretta, così, solo per il gusto e non certo per capire questo spazio fatto di luce di luna e di scie di aerei. ascolto ogni suono in silenzio, perchè la voce della luna mi raccontera’ mille cose, la voce della luna mi accarezzerà fino a quando sarò qui. infatti improvvisamente, sento un dolce tepore nell’aria, talmente piacevole che temo possa trattarsi di qualcosa di proibito, ma è come un lento massaggio che scioglie i muscoli e tutti i pensieri che girano vorticosi nella testa e che mi regala un sorriso dolcissimo che ho paura possa perdersi da un momento all’altro. semplice e leggero come una carezza. ho sempre addosso quell’insolito pigiama nero e ancora non ho capito in quale strano mondo parallelo mi trovo, quale strada abbia percorso per arrivare fino a lì e soprattutto dove mi porterà ancora. forse alla fine potrò dire che sarà stato bellissimo anche solo percorrerla, quella strada,
perchè l’importante è il viaggio, non dove andrò

così come era arrivato, con la stessa rapidità, quel tepore sparisce e mi ritrovo nuovamente a combattere col freddo ma con la certezza di aver ricevuto in dono una sensazione splendida. vedo altra gente intorno a me, muoversi in questo clima pungente. vorrei tanto fermarmi e chiedere chi sono loro, cosa fanno, cosa vogliono dalla vita e se stanno partendo o tornando.
da lontano scorgo casa mia. mi addormenterò prima ancora che la mia testa tocchi il cuscino. qualcuno mi chiederà perchè sono andato a dormire con la tuta nera da ginnastica e quel qualcuno mi mette una mano sulla spalla e mi sveglia.

è ora cambiarsi e di iniziare una nuova giornata.