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Archive for Gennaio 2008

il 9 in pagella dei fratelli samoa

31 Gennaio 2008 Commenti disabilitati

i fratelli samoa siamo io e mio fratello per la compagnia di calcetto.

ci hanno chiamato così il giorno che dovevano fare l’elenco della squadra, che non sapevano qual’era il nostro vero cognome e qualcuno se ne uscì con questo, pescato da chissà quale collegamento mentale deviato. per alcuni mercoledì tutti credettero che ci chiamassimo veramente così, poi si chiarì, ma ovviamente il soprannome è rimasto. da allora siamo i fratelli samoa e spesso ci fanno giocare divisi perchè sanno che insieme siamo un pò meno scarsi, perchè io conosco i movimenti di mio fratello e lui i miei. e ci risulta tutto un pò più facile.

ieri sera invece eravamo in squadra insieme.
supportati da una difesa di stampo rumeno, nel senso della nazionalità dei difensori, i fratelli samoa hanno impostato la partita su recupero palla e ripartenze, lanci lunghi e pedalare. non ce n’è stato per nessuno, davvero. passaggi, dribbling, cross e gol che non ci verranno mai di nuovo a riprovarli mille volte. in squadra eravamo anche in uno in meno. abbiamo vinto. e largamente. l’unica partita al mondo dove alla fine due compagni di squadra si scambiano la maglia in una sorta di autocelebrazione de’noaltri. e alla consueta birra post-partita, tutti hanno riconosciuto che stasera davvero, non ce n’era per nessuno. per mercoledì prossimo hanno minacciato di farci giocare divisi, uno in una squadra, uno nell’altra.

ma stavolta, il 9 in pagella dei fratelli samoa non ce lo leva nessuno.

hèppi bordei tu mì

24 Gennaio 2008 Commenti disabilitati

ventinove anni oggi,

esattamente alle due e un quarto di pomeriggio. sono nato dopo pranzo, a panza piena. avevo già capito un pò di cose, quelle basilari almeno. tante altre però non le ho mai capite durante tutto il resto del tempo, infatti ancora oggi mi guardo in giro e di fronte ai mille dubbi della mia inutile vita mi rispondo: boh!? …e chi lo sa? …chi può dirlo? …non lo so, non me lo ricordo…

ieri sera ho festeggiato con la solita partita di calcetto del mercoledì. che è già stancante per uno della mia veneranda età. poi siamo andati fuori a mangiare e il primo giro di birra l’ho offerto io. la frase ‘il primo giro’ ne presupponeva dunque ‘un secondo’? un goccio di montenegro per mandare giù meglio la pizza, poi a casa a spegnere la candelina che mio fratello mi ha fatto trovare con tanta tenerezza, mentre l’apprezzata colonna sonora telefonica suonava uno scaricatissimo ‘hèppi bordei tu iu’, tagliato proprio sulla strofa finale per inspiegabili inconvenienti tecnici. alla fine comunque avevo gli occhi rossi dalla commozione, per la stanchezza della partita, per la musica ma soprattutto per la candelina.

la vecchiaia inizia quando le candeline costano più della torta. per ora resto sempre nei ‘venti’, se ne riparla tra trecentosessantacinque giorni, quando la cifra delle decine sarà ‘tre’ e non più ‘due’. oggi la vivo un pò così, sul piedistallo. me lo posso permettere una volta all’anno, no?!

da domani, nuovo giro, nuova corsa… vieni con me, ti va?

anonima magnagati

21 Gennaio 2008 Commenti disabilitati

forse deriva tutto dal fatto che mi piacciono i dialetti.

adoro il mio dialetto mantovano e quando sui canali locali danno qualche recita in dialetto mi piace sempre guardarle. capisco ma non parlo troppo bene quello ligure, grazie agli amici e non solo… e a molte canzoni, da De Andrè in giù. ora, grazie a mio fratello e alla compagnia di calcetto, mi sto specializzando su quello veneto/vicentino…

per questo sabato sono andato a vedere uno spettacolo dialettale dell’Anonima Magnagati, uno spettacolo sul ‘el sesso spiegà ai inioranti’, anche se io avevo paura di non capire nulla e avevo già corrotto la fidanzata di mio fratello perchè mi facesse da interprete. invece tutto è andato bene e ci siamo goduti uno spettacolo molto divertente senza traduzioni particolari.

decisamente notevole è stato l’arrivo in teatro. avevamo i posti riservati, per via di alcune conoscenze di mio fratello… pare conoscenze importanti, perchè arrivati presso il teatro, alcuni parcheggiatori ci hanno fatto segno che non c’era più posto e che dovevamo mettere la macchina molto più lontano. in quel mentre, intanto che tutti cercavano affannosamente l’ultimo posteggio libero nel raggio di km, sono sbucate le nostre ‘conoscenze importanti’ e ci hanno fatto mettere l’auto nel parcheggio interno del teatro, da veri vip. averlo saputo, facevo lavare la macchina, almeno fuori… per di qua: ingresso laterale, mentre tutti gli altri facevano la coda fuori al freddo per comprare gli ultimi biglietti rimasti. posti in prima fila, riservati a nostro nome. averlo saputo, mi mettevo più elegante e mi lavavo anche io insieme alla macchina, almeno fuori… poi ho capito chi erano le ‘conoscenze importanti’: la pianista che scrive le canzoni dell’Anonima Magnagati. che è anche l’insegnante di musica di mio fratello.

una gran bella serata, davvero. e grazie anche per i jeans, un ottimo regalo di compleanno, davvero apprezzatissimo. dovrei compiere gli anni più spesso, così mi faccio rifare il guardaroba da cima a fondo. peccato solo che per arrivare a vicenza, così come per tornare, ci fosse un pò troppa nebbia per i miei gusti di guida. peccato che abbia dovuto fare un pò di corse sabato pomeriggio o abbia dovuto alzarmi e andarmene così presto domenica mattina.

ma se il viaggio lo merita, si fa, punto e basta. non c’è nebbia o orari che tengano.

brutto, ma calmo

11 Gennaio 2008 Commenti disabilitati

il rientro lavorativo è stato meno traumatico del previsto.
paradossalmente, ho avuto più da discutere con un mio amico circa un lavoro utile che stiamo facendo per il ‘popolo’ che non a livello d’ufficio. questioni di punti di vista differenti, diversi approcci al lavoro intrapreso. rispettabili entrambi, ma differenti. il fine ovviamente è condiviso, un pò meno la strada per arrivarci. ma è comunque un buon progetto e sta procedendo sotto la sua gestione, mi pareva giusto, visto che l’idea è sua… io collaboro, valuto, provo… insomma, ci metto del mio non in prima persona ma da dietro le quinte, versione critica ma costruttiva.

la ripresa del calcetto invece è stata traumatica.
‘cotechini’ contro ‘panettoni’, le mangiate delle feste natalizie hanno segnato un pò tutti. in dieci minuti di gioco si sono rischiate caviglie, ginocchia, polmoni e in un caso anche i ‘gioielli di famiglia’. ovvie battute sull’inservibilità dell’attrezzo sia prima, ma soprattutto dopo la pallonata. considerazioni che prima delle feste, certi palloni in profondità con certi scatti li avremmo presi. altre considerazioni assolute che certi palloni con certi scatti non li avremmo presi nemmeno il nove di luglio con il caldo, figurarsi il nove di gennaio col freddo, alla prima partita dell’anno. male ai muscoli del giorno dopo a parte, è stato comunque piacevole ricominciare.

sento di gente incazzata come una iena, da qualche parte del mondo.
in questi casi, che posso fare io da qui? poco o nulla, se non provare a regalare un’idea puntando su ciò che piace. la seconda credo sia il cioccolato. faccio un regalo a debito: anticipa tu i soldi che poi quando ci vediamo te li rendo e metti in pratica la mia idea che servirà a calmarti un poco, in pratica, per fare un regalo mi sono fatto prestare i soldi dalla persona a cui ho fatto il regalo stesso. piuttosto insolita come procedura, però lo sai che io e te… che noi normali non lo saremo mai. siamo della stessa pasta, in fondo. ma c’è una cosa che non hai capito: quando stamattina ho scritto ‘brutto, ma calmo’, non parlavo certo di me, è che da un’altra parte del mondo mi avevano chiesto com’era il tempo qui e io ho risposto così.

anche se il riferimento al sottoscritto ci poteva tranquillamente stare.

duemila&otto giorni

5 Gennaio 2008 Commenti disabilitati

l’anno duemila&otto è iniziato da qualche giorno e io proprio non ne posso più.

no, davvero, sono stanchissimo. e ancora non ho fatto quasi nulla.
otto giorni di ozio, quello vero, quello che passi il tempo facendo funzionare la modalità provvisoria e le funzioni di base e niente più. il pensiero più complicato è fare un toast o decidere quale dvd mettere su e premere play… fare la spesa è una necessità e quando rientri ti senti un eroe. complice anche il freddo, una qualche influenza qua e là e il tempo onestamente bruttino. tutta la tua vita in questi otto giorni è letto, divano, telecomando, letto, birra, toast, doccia, letto e ogni tanto mettere il naso fuori per vedere che tempo fa e per sapere che gusto ha l’aria oggi. così, per fare il filosofico, tanto fra cinque minuti ritorno dentro e chi s’è visto s’è visto. roba da dimenticarsi di dar da mangiare ai gatti di casa, che sono arrivati a picchiarsi tra di loro tanto erano in difficoltà.

ok, c’è stata la festa di capodanno di mezzo ma anche quella, seppur bella e piena di amici, è rimasta nei parametri europei della tranquillità, esaltata all’apice da attimi di karaoke in cui io mi sono fatto carico di fare la parte del critico cattivo, perchè è uno sporco lavoro e qualcuno lo deve pur fare. la febbre purtroppo ha tolto di mezzo diversa gente, qualcuno aveva altro a cui pensare per non pensare troppo ad altro e quindi tutto è stato piacevolmente&dolcemente lento, un caldo torpore da cui era proprio un peccato uscirne.

i buoni propositi specifici in materia per l’anno nuovo non li faccio neanche, tanto si sa che poi non li mantengo. anzi, più mi ripropongo di farli e prima mando tutto in vacca, questione di qualche ora, fidatevi. da qualche parte devo aver messo qualche scatola di profondo rammarico, ma ho messo via un bel pò di cose ultimamente e comunque so che sono lì. ho scaricato un anno buono di adrenalina in soli otto giorni e ora riprendere il normale ritmo fisico di lavoro sarà un pò più difficile, ma avrà tutto un altro sapore.

diciamo dolciastro. però vi giuro che non è niente male.