cox’s eleven
sì ok, il titolo è esagerato. ma poi neanche tanto.
anche perchè non si parla di soldi ma di brochure pubblicitarie. a forma di cartolina, le ho fatte io. succede che l’anno scorso ne ho fatte fare un numero diciamo spropositato, quattromila credo, e poi le ho usate in parte per una fiera. quelle che sono rimaste le ho divise per le 16 strutture che compongono la ‘mia’ associazione di bed&breakfast. nonostante ciò, ne sono state usate poche e quindi perchè farle rifare per la fiera di quest’anno? usiamo quelle rimaste, che sono parecchie. sì, giusto, tutti d’accordo, ma c’è da andare a riprendersele. il che vuol dire un piano perfetto, alla ocean’s eleven. si perchè ora che ci penso, se tolgo i miei due b&b + altri tre che mi portano loro ‘la merce’, io devo passare in una sera a fare 11 ‘ritiri’. e non posso rimandare, devo averle tutte entro domani per capire il numero esatto e decidere se rifarne un pò perchè i tempi stringono, la fiera è alle porte e il tipografo è bravo, economico, ma lento.
scatta il piano.
mattina: metto al telefono un mio fidatissimo complice, nome in codice ‘la mamma’, ad avvisare tutti di farsi trovare a casa che stasera ad un orario variabile tra le 18 e le 23, passo. poi grazie ai potenti mezzi informatici, inserisco a computer i nomi dei paesi in cui mi devo fermare. il terminale elabora il tragitto. maledizione è un fottuto giro. non mi demoralizzo, in effetti pensavo peggio. nel frattempo, metto ai piedi le ali di mercurio e volo a prendere quel liquido nero che se bevuto da signori o servi non li fa dormir la notte, rendendoli simili…
cioè un caffè, e veloce perchè se poi lavoro davvero, il mio capo è anche più contento.
ci siamo: arrivano sul cellulare i primi messaggi dal complice chiamato ‘mia mamma’.
i primi due b&b hanno portato la merce.
a questo punto, contatto un secondo complice soprannominato ‘la pietra’ e chiedo se può passare a ritirare la merce in quel determinato b&b, dato che trovasi (circa) nel suo stesso paese. ‘la pietra’ accetta dietro lauto compenso alcoolico aromatizzato alla castagna.
arriva un altro sms da ‘la mamma’ che anche il terzo b&b autonomo è passato. ottimo, il piano procede. sono le cinque e trenta p.m. e parte il mio giro. tocca a me. tutto deve essere preciso, perfetto, niente intoppi. due chilometri e becco in strada due trattori a venti all’ora. iniziamo bene. e non svoltano nemmeno subito. meno male che la radio passa belle canzoni. finalmente i due bestioni svoltano. e mi trovo davanti un camion. ok, ora sorpasso. anche perchè in radio adesso stanno dando la pubblicità.
le tappe piano piano si susseguono e tutto scorre liscio.
mi piace stare in macchina a mangiare i chilometri, pensare anche ai fatti miei, impostare il mio navigatore cartaceo per capire dove caspita devo fermarmi tra un pò e chi sarà il prossimo. lentamente, nel baule della mia auto si ammucchiano pacchetti di cartoline come furtive mazzette di banconote. mi sento tanto uno che si fa pagare il pizzo in cartoncini colorati. all’ultima tappa me ne danno solo una ventina. ‘eh minchia, un pò poco è… che ci vogliamo rjovinare questo bel casegggiato, ah?!?!’. che tradotto vuol dire: ’se sapevo che te ne erano rimaste solo venti, col cazzo che passavo!’
sono quasi le dieci di sera e il mio giro è finito. ‘la pietra’ mi manda un sms che ‘la merce’ è stata ritirata. domani provvederò allo scambio alcoolico. rientro a casa e metto tutte le cartoline in una scatola, pronte per la fiera del turismo duemilaotto.
solo ora mi rendo conto di averne fatte stampare veramente tante lo scorso anno.