con la valigia sul letto
Pubblicato da cox su Aprile 3, 2008
ormai è chiaro, stasera è una di quelle serate così.
gli elementi ci sono tutti, non posso sottrarmi al mio destino. stasera tocca a me. faccio buon viso a cattivo gioco, chiudo la porta della camera e apro la finestra. spengo la luce e mi siedo sul davanzale. per dare un tocco di scenografia alla cosa, tengo acceso lo schermo del computer, anche se le luci della strada di notte sarebbero sufficienti. è che la luce bianca del monitor evidenzia la scia di fumo della sigaretta, perchè ci vuole tutta in questo mio noir improvvisato.
domani parto per la liguria. casa.
ho la valigia pronta sul letto, piena di cose e vestiti che non userò probabilmente, ma che avere fa tanto ‘viaggio’. stavo finendo di mettere a posto alcune cose, ma più per inerzia che non per convinzione. la cosa più utile che stavo facendo era caricare qualche canzone sul creativo, che mi accompagnerà domani per strada. finchè c’ho creduto, ho davvero messo a posto qualcosa, poi ho capito che dovevo fare un pò di chiarezza anche altrove… mi fa paura chiamarlo ‘punto della situazione’, perchè suona come il mostro finale alla fine del livello, che sai già che il risultato sarà quasi certamente negativo. diciamo che c’è bisogno di un aggiornamento, per vedere cosa tenere di buono e cosa no, perchè per un desiderio che esprimi te ne rimangono fuori altri cento. e allora eccomi, sono pronto. aspetta, manca la musica. quella aiuta, che poi chissà come mai arriva sempre la canzone, la frase, la melodia giusta al momento giusto.
la sigaretta sarà una, le birre non lo so.
ho sbagliato per sbagliare e non mi pento proprio, perchè alla fine ne avevo anche bisogno per stare meglio. e non avrei mai pensato che certi discorsi potessero essere così azzeccati. traghettato da un destino a volte sordo e malinconico, mi sono ritrovato in un viaggio clandestino tra l’inferno e il paradiso. non mi guarderò certo indietro, che forse dovrei anche perchè il casino sta proprio davanti a me… che poi se ci ripenso bene, io davvero odio il genere umano non perchè mi abbia fatto qualcosa, ma perchè non lo riesco a capire. sì, ok che siamo tutti diversi ed è bello così, ma boh, a volte mi sembra di essere di un altro pianeta. io non vi capisco. o voi non capite me. o io non mi faccio capire abbastanza. oppure mi prendete per il culo. nel dubbio più assoluto io vi rispetto e stop. voi di là, io di qua. allargo le braccia sconsolato, un pò sotto sotto mi incazzo, ma poi passa. ma alla fine la soluzione migliore è fare come dice quel proverbio cinese, di sedersi sulla riva del fiume e aspettare, che prima o poi il cadavere di qualche tuo nemico passa… e oggi per esempio ne è passato uno. è stata una soddisfazione personale fine a se stessa, ma davvero c’ho provato gusto. cinicamente. ho alimentato il mio bistrattato ego con il più classico dei ‘visto che avevo ragione io, pirla?’. ho finito la seconda birra e ci sta anche la terza. tanto la valigia è fatta e pronta sul letto e ormai di fare altre cose proprio non ne ho voglia. proprio non ne ho voglia ora. tutta la musica del creativo è pronta. mi aspetta un piccolo viaggio ufficialmente per fare baldoria e non potrebbe essere altrimenti, ma che ora pare puzzi un pò di fuga da me stesso, di quelle che mi sembra di non avere nessun motivo per non farle e nelle quali in fondo mi sono sempre ritrovato un pò.
di quelle che profumano comunque e sempre di mare.