tu non mi conosci e a conti fatti è meglio così.
neanche io ti conosco, a dir la verità, ed è sempre meglio così. ho appena preso il caffè del dopo pranzo perchè ieri sera è stata una serata difficile, oggi ho un pò sonno ma si prospetta un’altra serata di difficoltà media. c’è il serio rischio che venga sconfitto dalla fatica o da qualche forza oscura che taglierà le gambe alla mia presunzione di resistere. ma ora sto percorrendo questa strada di campagna, stretta ma carina, una scorciatoia per la mia prossima meta. sto pensando a tutto e a niente, a quello che ho, a quello che mi manca, a quello che vorrei. sto pensando anche al concerto di stasera, tutto da fare, che non abbiamo neanche la scaletta definita, inventeremo sul momento, come sempre. come invento sul momento i miei pensieri ora, seguo l’aria del finestrino aperto, seguo il profumo che arriva da fuori, seguo il sapore di caffè che ho appena bevuto. seguo la mia stretta stradina di campagna ed è rilassante. in direzione ostinata e contraria stai invece arrivando tu. posso darti del tu, vero? ci avviciniamo nel punto della strada compreso tra due curve, le nostre auto per forza rallentano nelle diverse direzioni e si incrociano lentamente, sembra quasi una scena da film, in cui l’attimo si ferma e la telecamera fa un giro a 360gradi prima che di nuovo gli oggetti ritornino a muoversi a velocità normale.
una scena alla matrix, per capirci.
ora, tu non mi conosci e neanche io, ma ci stiamo dividendo lo stesso attimo.
nascosto dai miei occhiali da sole, guardo verso di te e nella mia profonda inutilità provo ad immaginare che persona sei, se sei un bravo ragazzo o sei un fetente, se sei felice, se sei triste, se sei incazzato o sereno, soddisfatto oppure no. provo a guardare oltre i tuoi occhiali da sole a goccia e capire da dove arrivi e soprattutto dove sei diretto. magari stai facendo la stessa cosa tu con me, forse sei curioso di sapere che strada ho fatto io. forse non credo proprio, qui il pazzo sono solo io. però forse la mia è curiosità di capire se tu hai qualcosa che io non ho, se devo essere io soddisfatto di quello che ho, oppure no. perchè poi lo stia ‘chiedendo’ a te, bah, non so, è che sia te che io siamo passati per di qua nella nostra direzione ostinata e contraria. e che in questo calmo sabato pomeriggio stiamo dividendoci lo stesso tratto di strada, stiamo vivendo questo stesso fermo-immagine a 360gradi, lo stesso attimo di vita. chissa se ancora ci passeremo accanto proprio qui o magari da qualche altra parte.
e scusa tanto se mi sono intromesso nella tua vita, ma è stato un pensiero più forte di me.