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Archive for Ottobre 2008

e la nonna disse

21 Ottobre 2008 Commenti disabilitati

sto riordinando&riorganizzando una parte di magazzino aziendale.

è un lavoro che, anche se non faccio io fisicamente ma faccio fare su mie imperiture disposizioni, mi dà una certa soddisfazione interiore. e mentre do severe ma giuste indicazioni ad altri, mi viene in mente mio nonno, perchè lui con questo tipo di lavoro riorganizzativo ci si sarebbe sballato non poco e, anzi, l’avrebbe fatto lui stesso per essere sicuro che fosse tutto fatto come dio comanda. e mi rendo conto di essere molto uguale a lui, come carattere.

poi arriva ieri sera e complice uno scherzo da fare, chiamo mia nonna: devo prenderla teneramente in giro perchè teme che andando ad ascoltare la discussione della tesi di laurea di mia cugina, la possano interrogare pure a lei. non voglio perdere l’occasione di chiederle qualcosa, farle fare uno scherzoso ripasso generale.
oggi interroghiaaaamo…interroghiaaaamo… la nonna.

intanto sento anche un pò come sta.
sa chi ha scoperto l’america, ma la data non se la ricorda. ha le potenzialità, ma non si applica. e non le posso neanche chiedere di venire accompagnata dai genitori, per ovvi motivi anagrafici. vado con l’argomento a piacere, cioè le racconto di quello che sto facendo in azienda e di come oggi mi sia venuto in mente il nonno.

e la nonna mi dice che è sicura che farò un gran bel lavoro, ma non tanto perchè io sono uno dei suoi amatissimi nipoti, ma perchè sa che sono pignolo come lo era il nonno. dice che siamo uguali io e lui, ma proprio lo stesso carattere, ma pignolo nel senso buono, dice amorevolmente per evitare che mi possa offendere, inteso come preciso, ordinato, serio, inquadrato.
insomma, pignolo. e se lo dice anche mia nonna, ormai non tento neanche più di togliermi quest’aggettivo di dosso.

e intanto il lavoro procede e mio nonno oggi mi manca un pò di più.

da 24 a 18

18 Ottobre 2008 Commenti disabilitati

aspettavo un segno, che mi indicasse la via.

purtroppo nel bel mezzo della via c’era un semaforo. che io neanche mi ricordavo, proprio non ci pensavo e sono passato lo stesso. era rosso. speravo non mi avesse visto nessuno ma una simpatica e alta telecamera mi ha detto che così non si fa e mi ha dato centocinquantaquattro,00 motivi per ricordarmelo in futuro. speravo che fosse distratta. era accesa. ma non è tanto quello. cioè: rogna non poco pagare la multa ma, con forte senso civico e prorompente coda di paglia, pago e basta perchè, anche se proprio non l’ho fatto apposta, il rosso l’ho bruciato di netto e quindi sto zitto. ma sono i sei punti in meno sulla patente che fanno effetto e oggi il segno che aspettavo che mi indicasse la via passa da 24 a 18.

sempre che non faccia altre scemenze.

anche la mia hornet ringrazia

11 Ottobre 2008 Commenti disabilitati

la giornata è strana, perchè la prima e unica colazione che devo servire è alle 9.
dovrò rimettere a posto le camere, ma anche qui il lavoro pare essere veloce. e poi oggi c’è il sole. sto lavorando e ogni tanto guardo fuori dalla finestra… esco… non esco… esco… non esco… c’è il sole… perchè non approfittarne?
basta con l’inganno, è deciso: oggi vado a fare un giro in moto sul lago.

finisco quello che devo finire, avviso chi devo avvisare: oggi non ci sono, almeno per pranzo. ecco, diciamo che mi prendo una motociclistica, soleggiata, endorfinica pausa-pranzo. destinazione salò, nello specifico, perchè c’è un posticino che mi dicono che merita di essere provato. a metà strada telefonerò, trovandolo chiuso. meglio così, perchè il ristorante in riva al lago che ha avuto l’onore di ospitare queste nobili e quadrate chiappe merita forse ancora di più.

e poco importa se non sono più molto allenato come centauro e oggi mi fa molto male un polso. proprio non potevo stare in casa, ho visto un duecento-e-passa km belli soleggiati e ne ho approfittato alla grande, forse all’ultimo weekend utile per fare una cosa del genere.

anche la mia hornet ringrazia, aveva voglia di andare un pò in giro sul serio.

neanche a farlo apposta

10 Ottobre 2008 Commenti disabilitati

giovedì sera sto per uscire dall’ufficio. suona il telefono.

odio questo genere di telefonate, le riconosci perchè hanno lo squillo traditore. sono quelle che ti portano un piccolo problema, che in pochissimo tempo diventa un grosso problema e che tu decidi, data l’ora, di rimandare a domani, sapendo che sarà diventato un enorme, insormontabile problema.

infatti, è quel tipo di telefonata. domani mattina c’è da essere alle 8 a vercelli a prendere un particolare utilissimo fer completare un lavoro che doveva essere finito oggi. chi posso mandare io, in qualità di warehouse manager, cioè sire indiscusso del magazzino? ma che ne so a quest’ora, chi trovo che domani parta alle 5 per andare a vercelli, che non so neanche bene dov’è? i casi sono due: o io o luciano, siamo gli unici rimasti a quest’ora. anche se lui è meglio stia in azienda, per tutta una serie di motivi che non sto a raccontarvi. tocca a me.

per farmi forza, una voce caritatevole mi dice che l’importante è passare milano molto presto, fuori dall’orario di apertura uffici. come sarebbe a dire ‘passare milano’? devo passare per milano? scopro dunque dov’è vercelli, devo passare sopra milano. improvvisamente nella mia mente si stampa perentoria la figura di andre, e non è comunque mai un bel vedere. idea: parto stasera, dormo da andre e domani sono molto più vicino, soprattutto non mi faccio una levataccia e passo una serata divertente con un amico.

prendo il telefono: ’sei a milano’ – si – ’stasera sono da te e dormo lì’.
risposta: ‘anche tu?’… come ‘anche tu’? …chi altri c’è? il timo, e il trio escusa è bello che servito, neanche a farlo apposta. e io che mi faccio tanti scrupoli e ci metto tanto impegno per organizzare un escusa renderzvous… alla notizia ero già in macchina. la sera prima ero a vicenza da mio fratello e anche se un cambio di biancheria era stato sacrificato per la partita di calcetto, qualcosa di ‘pulito e/o usabile’ doveva essere rimasto in borsa: adoro quando faccio il previdente estremo…

…e metto dentro una maglietta e un paio di mutande in più.