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Archive for Giugno 2009

sempre sulla mia strada

29 Giugno 2009 Commenti disabilitati

c’è chi mi vuole come vuole

un po’ più santo, più criminale,
e un po’ più nuovo e un po’ più uguale,
c’è chi mi vuole per cliente, chi non mi vuole mai per niente
e c’è chi vuole le mie scuse che ciò che sono l’ha offeso
c’è chi mi vuole più me stesso e più profondo, più maledetto
e bravo padre e bravo a letto, c’è chi mi vuole perfetto

di un po’: te come ti vogliono?
di un po’ tu come ti vuoi… tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza, sono vivo abbastanza,

per di qua, comunque vada, sempre sulla mia strada.

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qualche inutile tornante

22 Giugno 2009 Commenti disabilitati

tecnicamente, guardando la pura e semplice cartina stradale,
a fare milano-brescia sono 103km di autostrada, un’oretta circa.

però se consideriamo la moto, la voglia di viaggiare,
il fatto che c’era più o meno bel tempo,
e un ottimo compagno di viaggio come pochi ce ne sono,
noi ci abbiamo messo tre giorni, ottocentocinquanta km,
sette/otto passi di montagna e un centinaio abbondante di tornanti.
l’abbiamo presa larga di nulla, ma a noi le cose semplici ci fanno proprio schifo.

…tanto da arrivare all’hotel bikers-friendly di bolzano,
dove il proprietario è motociclista, la moglie del proprietario è motociclista,
i clienti sono tutti motocicilsti, tedeschi, quelli cattivi e convinti,
e farsi guardare male perchè gli abbiamo appena detto che
da livigno a lì, 86km scarsi sulla statale diretta,
abbiamo fatto il passo dello stelvio con la neve, 37 tornati a salire e 43 a scendere,
il passo resia che va fino a qualcosa.di.lontano.burg in austria
il passo del rombo con la neve, ormai i tornanti non li contavamo neanche più.

poi, vogliamo parlare del fatto che
17km in linea d’aria sono diventati quattro ore e un centinaio di km di curve?
d’accordo che siamo passati per il rosengarden a rendere onore a Lina,
d’accordo che il lago di carezza è una sballata del principio creatore,
d’accordo che la strada larga meritava una guida sportiva,
ma nel programmare il percorso che avremmo fatto quel giorno,
qualcuno ha pure avuto il coraggio di dire che dovevamo fare una strada
che ci avrebbe evitato qualche inutile tornante. vai a letto che sei stanco.

e, per la cronaca, siamo sempre più convinti che,
i motociclisti che sono stati a caponord (pausa) in moto,

sono molti meno di quello che pensiamo.

mì so’ mìa, Lina…

3 Giugno 2009 Commenti disabilitati

la vera responsabile della nostra splendida amicizia…
non c’è più.

mi spiace,
mi spiace davvero tanto Amico mio, questa è la vita, che lo si voglia o no.
e ti sono vicino, non fisicamente, ma con il pensiero.
questo lo sai.
è davvero lei una delle maggiori responsabili della nostra amicizia.
e gliene sarò sempre grato, e stavolta battute non ne faccio.

Lina era una persona splendida.
di lei mi ricordo due episodi, legati a periodi particolari e lontani tra loro: con noi poco più che bambini a lavagna nelle nostre solite estati giocose e più recentemente da adulti, solo anagraficamente parlando, in una ‘normale’ giornata di ‘normali’ commissioni.

da piccoli, quando dopo una giornata io e te a staccar patelle sott’acqua dagli scogli, siamo andati da Lina a chiedere se ce le poteva cucinare. mi è sempre piaciuto poco il pesce, ma quel secchiello era una specie di trofeo e avrei mangiato volentieri ciò che avevo ‘cacciato’. quando lei disse che non sapeva proprio in che modo andassero cucinate, che non sapeva neanche se si potevano cucinare, mi ricordo della discussione, mi ricordo che ci rimasi un pò male vedendo buttare via quel secchiello di fatica…

e soprattutto,
in tempi molto più recenti, come potrò mai togliermi dalla testa quel pomeriggio ai mercati a genova, con te e lei, a fare la spesa. una carrellata di roba, ma tanta, perchè conviene, perchè può sempre servire. e perchè ogni tanto aveva le sue amiche a casa a mangiare. un reggimento di amiche, dalla quantità di roba. mi sono chiesto se facesse scorte in previsione dell’imminente carestia, di cui noi non sospettavamo nulla… non so ancora dire quanta e quale roba ci fosse: di tutto. e molto. fino ad arrivare a quel mostruoso, inarrivabile e inimmaginabile, chilo abbondante d’aglio. una corona intera.

Lina: -mi dia quell’aglio, per favore…-
commessa: -quanto ne vuole?-
Lina: -quello!-
commessa: -tutto?-
Lina: -tutto! può sempre servire…-
Andre: -oh Madonna…-
io: -ma Lina, hai i vampiri in casa?-
Lina: -ma no, ma perchè?-
io: -ma perchè vivi da sola, che te ne fai di tutto quell’aglio?-
commessa: -è un chilo abbondante…-
Lina: -va bene. mi fa un pò di sconto, vero?-
sguardo perplesso, mi giro verso Andre che ormai c’è abituato: -non dire niente…-
e Lina che rideva. come fai poi a non riderci anche tu?

mì so’ mìa, Lina…
quel poco che so, è che ci metterei la firma ad arrivare alla tua età, novanta-e-passa anni, con quello spirito e quella voglia di fare, sempre, senza fermarsi, e sempre col sorriso. voglio pensare che ci guarderai da lassù e riderai ancora, con noi, di noi, per noi, curiosa di conoscere ciò che Andre e Rugi, insieme alla combriccola di loro amici, stanno combinando… quando saremo sulla spiaggia di lavagna a dir cazzate, quando faremo le nostre scorribande motociclistiche anche in tuo onore, quando soprattutto faremo qualcosa che al resto del mondo sembrerà strano, bizzarro, folle, assurdo. come lo è stato quel maledetto chilo abbondante d’aglio.

ma come se tutto fosse una cosa assolutamente normale.