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Archive for Luglio 2009

i’ll face with a grin

28 Luglio 2009 Commenti disabilitati

jessica rabbit diceva:
io non sono cattiva, è che mi disegnano così

ecco:
anche se io in quel vestito rosso non ci starei un granchè bene,
e nemmeno con quei capelli fluenti, per non parlare delle tette,
e anche se mi depilo non posso competere sullo stacco di gamba,
la verità è che neanche io sono cattivo, ma mi ci fate diventare.
sembra lo facciate apposta a farmi incazzare.

_ se ti chiedo di prendere prenotazioni senza le colazioni,
perchè devi prendere prenotazioni dicendo esplicitamente che ci sono le colazioni?
poi arrivano gli ospiti e io ti faccio fare una gran bella figura di merda. apposta.
_ se mi chiedi di essere in squadra in un torneo di calcetto estivo
e io vengo a tutte le partite facendomi 60km ogni volta,
perchè non mi fai giocare neanche cinque minuti la finale, che poi abbiamo vinto?
non mi frega un cazzo delle tue scuse oggi, cinque minuti me li meritavo,
la prossima volta vengo solo a fare il tifo. forse, se ho tempo, se mi va. arrangiati.
_ che poi sei anche stupido perchè oggi hai bisogno di un passaggio in auto.
e io vengo in moto, tu ti arrangi, chiama uno della squadra se vuoi. pirla.
_ se io ti dico che non voglio che dal magazzino si porti via nulla senza che io lo sappia,
perchè porti via la roba, che poi la sistemi anche giusta, ma senza dire nulla?
allora quando ci sarà da sistemare le giacenze, ci pensate voi a fare l’inventario. geniacci.
_ se dici che assolutamente non hai intenzione di tenere il cane mentre siamo in ferie,
perchè poi mi guardi con occhi tristi dicendo che, poverina, chissà come starà male!?!
io ti rispondo che soffre per colpa di tutti, mia, sua, e anche tua. ipocrita.
_ se per vie traverse mi insulti perchè ho preso uno sgabello che nessuno usa da mesi,
perchè non me lo vieni a dire in faccia che la cosa non ti sta bene, compagno?
che visto che sei anche un rosso delegato sindacale di ’sta cippa di minchia,
ti rispondo di preoccuparti prima degli stipendi che arrivano in ritardo. comunista.
_ e, se mi sforzo, ne avrei ancora un mare di cose da scrivere, ma tante, ma tante,
ma tante e sui più svariati argomenti e più o meno per chiunque. ma mi fermo qui.

accendo la radio per distrarmi con la musica,
ed è proprio vero che “la tua musica non ti tradisce mai”:
the show must go on,
inside my heart is breaking, my make-up may be flaking
but my smile still stays on
my soul is painted like the wings of butterflies,
fairytales of yesterday will grow but never die…
i’ll face it with a grin, i’m never giving in,
on with the show…

i miei sono partiti per le ferie, e questa è già di per se una buonissima notizia.
casa libera per due settimane, a parte un coinquilino cercato e voluto,
perchè anche lui aveva bisogno di staccare un pò, secondo me.
ora ho tutto il tempo e l’aria per farmi una ridda di cazzi miei, organizzare cene devastanti,
gestire e lavorare, perchè mi piace darmi da fare, ma come stracazzo voglio io.
per poi andarmene via volando per tre settimane a telefono quasi spento,
tra spiaggie, oceano, onde, surf, amici sconosciuti e non, mohjitos.
tanti cari saluti. ma anche no. scrivimi.
i’ll face it with a grin, i’m never giving in, on with the show
vi affronto con un ghigno, vediamo chi mi strappa davvero un sorriso.
e avanti con lo spettacolo, in the pantomime

io non sono cattivo, ma adesso mi hanno disegnato proprio con le balle girate.

io che mi so muovere a milano

21 Luglio 2009 Commenti disabilitati

situazione di emergenza in azienda. l’ennesima.

ma tra le tante situazioni di emergenza reale, questa mi sa che è veramente urgente. se non è questione di vita o di morte, poco ci manca. ok, annulliamo gli impegni presi e dedichiamoci a questa, perchè ‘ci sono da portare dei documenti urgentissimi a milano‘.

fino a qui, restiamo nella norma. intuisco la fregatura.
dove, di preciso?
corso magenta. centro. pieno. pieno centro.
zona ecopass, traffico limitato, centro storico, acthung mine.
zona ‘tu qui non ci arrivi, e farò di tutto per non farti arrivare’
puoi immaginarti con un furgone. grasse risate.

eseguo la solita procedura, con lo sconforto nel cuore.
chiamo il ‘mio’ ‘autista’, quello che va dove lo mando, quasi sempre.
devi andare a milano…‘ e gli mostro la zona.
ma io lì come ci arrivo?‘ eh… parcheggi fuori e prendi la metro.
ora, il tipo ha già una certa età, non è poi così stupido,
però insomma, stavolta la mission è davvero impossible anche per lui.
se entra in metro ne esce fra otto giorni. se ne esce.
e arrivare anche solo alle porte di milano, e poi?
ho un terribile presentimento…

ne frattempo, lo mando a prendere i documenti da consegnare.
almeno quello riesce a farlo. squilla il mio telefono: ecco, ci siamo.
roberto? senti, tu a milano centro ti sai muovere bene, giusto?
certo, capo.‘ i’m the winner.

maledetti amatissimi amici che da genova emigrate a milano.

certo, sì, abbastanza bene se è per quello…
ecco, pensavo…
non pensi e non serve dica altro: vado io?
bravo, grazie.‘ ma si immagini, cosa vuole che sia per me
che mi so muovere a milano. mi metto pure la camicia,

così sembra che siamo un’azienda seria.