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Archive for Settembre 2009

un tuffo dove l’acqua è più blu

22 Settembre 2009 Commenti disabilitati

da circa sei o sette anni il copione ormai era sempre lo stesso.

fine estate, rientro nella solita routine, casa, lavoro, birra nel weekend.
quel preciso istante in cui non riesci a sopravvivere dei ricordi dell’estate, quando davvero ti è passata la sbornia ed è passato anche il mal di testa da day-after. quando ti rendi fottutamente conto che è finito il tempo delle vacanze, con qualche giornata piovosa in più e il sole sempre meno caldo che di sera una felpina schifo schifo non fa.

in questo preciso momento, partiva la mia propaganda sportivo-salutistica:
quest’anno, cascasse il mondo, mi iscrivo in piscina, nuoto libero, così mi tengo in forma
e il solito copione di mia madre che mi risponde che viene anche lei, che devo andare ad informarmi su orari e costi dell’operazione nuoto. allora mi armavo di incrollabile volontà e fede sportiva e facevo il giro delle piscine della zona, rubando elegantemente informazioni e volantini, analizzando tutti i dati in mio possesso per effettuare la scelta migliore. riportavo i risultati delle mie ricerche a mia madre che, in piena fiducia nelle doti organizzative del figlio, rispondeva con piglio serio: “adesso vediamo“.

era la fine immediata dell’acquatico progetto.

un treno lanciato a folle velocità si fermava istantaneamente colpendo un muro spesso un paio di chilometri. con quelle due parole, immediatamente si apriva una voragine di oblio e accidia per cui tutti i volantini e tutti i confronti di dati nel giro di un paio giorni finivano nel cestino, fatti a pezzi come coriandoli a carnevale. e mentre lei trovava il suo passatempo in un libro più o meno pesante come una putrella, io già pensavo a quali film scaricare per le mie fredde e pigre serate invernali. il nostro progetto, nel primo e unico momento di stand-by, moriva rovinosamente sotto il peso della nostra mal nascosta pigrizia sportiva.

e quest’anno non ci siamo certo sottratti alla nostra acquatica pantomima.
credo che mia madre un pò ci tenesse che io rifacessi la solita manfrina del:
quest’anno, cascasse il mondo, mi iscrivo in piscina, nuoto libero, così mi tengo in forma“.
per tentare di dare un senso di novità e togliere un pò di vecchiume, quest’anno lei ha pure ragionato su quali sere poteva, cioè quando al b&b ci poteva stare mio padre perchè non era impegnato con lo spiritualissimo coro eclesiastico.

il sorriso di mia madre comunque lasciava trasparire il copione già visto, la certezza materna di un “tanto lo sappiamo come va a finire” e infatti si era gia comprata “il ricatto”, l’ultimo libro di john grisham. e io mettevo in scaricamento alcuni film. tra cui point break. surf.

ok, rimane il calcetto che salva la resistenza alla corsa e i muscoli dalla cintura in giù.
e, se ci insisto, ’sto sport mi fa anche un gran bel paio di chiappe, dicono…
ma con tutta la fatica muscolare che ho fatto a cercare di prendere due onde fatte bene,
ora dovrei affidare la funzionalità sportiva delle mie articolazioni superiori al download di emule?
no, stavolta no.

e in una sera piovosa di fine settimana, impugno il volante dell’auto con sguardo di sfida,
la strada che prendo non mi porterà subito a casa, prima devo passare di là.
entro e sento subito odore di cloro. abbonamento 15 ingressi, pago con il bancomat.
soprattutto, pago. stavolta il treno in corsa ha sfondato il suo muro. breakthru.

esco dalla piscina vittorioso, con la mia tessera azzurra in mano.
non c’è scritto il mio nome ne c’è la mia foto. è solo un badge per entrare.
ma tanto basta. stavolta il copione è cambiato. con i complimenti di un amico,
che, tra l’altro, mi sprona e mi consiglia sulla migliore attrezzatura da usare.

il primo tuffo però lo dedicherò a mia madre. spero che il suo libro sia avvincente.

…e uno.

6 Settembre 2009 Commenti disabilitati

il gruppo storico era composto da 6 persone.

non me ne vogliano amici aggiunti nell’evolversi degli anni e nemmeno fidanzate o neo-mogli, nessuno si senta trascurato. l’affetto così come l’amicizia rimane e forte. ma “gli amici del lory“, “quelli del doolin” che poi per un’infinità di tempo si ritrovavano sempre nei weekend al tre scali, beh, si era in sei.

lory, curzo, gallo, cox, teo, ire.

negli anni del liceo abbia presidiato mantova, prima che università, o più semplicemente la vita, ci portassero distanti geograficamente, non certo affettivamente. se un tempo la cosa divertente era la birra al sabato sera a dire cazzate, poi è diventata la vacanza insieme a dire cazzate, poi la videochiamata su skype a raccontarci un pò di cazzate. oggi però l’evento è di quelli che spiazza sempre un pò: uno di noi si sposa, è il normale scorrere della vita, c’è un matrimonio a cui partecipare e un party in cui fare cazzate x divertirci.
la componente delle cazzate quella rimane immutata, nei secoli fedele.

il gallo sperava di non essere il primo.
voleva dire che l’addio al celibato, così come il party di nozze, avrebbero goduto di tutta la forza distruttiva e denigratoria che potevamo mettere in campo. noi 5 perfetti bastardi contro il più timido e riservato del gruppo. il bersaglio perfetto. ci piace vincere facile. giuda è stata una parola molto ricorrente. ed in cuor nostro eravamo tutti felici per il gallo e per elisa.

si sono anche fatte scommesse sull’ordine dei nostri matrimoni,
mi risulta che qualcuno, internamente al gruppo, abbia fatto un patto, una specie di sotto-sfida a due, assolutamente imbarazzante… ma sono cose che vorrei e dovrei dimenticare abbastanza in fretta.

potrei raccontarvi dell’addio al celibato che il gallo non si aspettava il giovedì sera prima delle nozze del sabato e posso raccontarvi della richiesta assolutamente suicida che elisa ha fatto al curzo, cioè di organizzare l’intrattenimento al party. è finita con 50 persone, di cui 16 inglesi amici della coppia, che si sono sfidate ad una guerra di torte di panna in faccia prima e a gavettoni dopo. nulla mi toglie dalla testa che il curzo preparasse questa sfida di panna dalla notte dei tempi, il suo grande sogno represso finalmente aveva l’occasione di libero sfogo. bello vedere la gente cambiarsi due o tre volte, o la sposa lavarsi i capelli sporchi di grasso vegetale con il nelsen piatti. con gli stessi inglesi che commentano “queste cose le facciamo in inghilterra ma non certo da sobri“.
ehi guys, we are italians. and especially, we are bastard inside.

mi son ripromesso di non pubblicare (quasi) mai foto su questo blog.
ma nel silenzio e nell’aria fresca che c’è mentre scrivo questo post, tra le moltissime e splendide foto che sono state fatte in questo divertentissimo matrimonio, una in particolare merita stavolta un’eccezione. racchiude l’evento ma anche un pò il momento della storia di noi altri, “degli amici del lory“, “quelli del doolin” che ora nei weekend al doolin ci si torna quasi sempre in due, io e il curzo, che ancora presidiamo mantova, nel bene e nel male.

una foto che vorrei far vedere ai miei nipoti, sperando non facciano troppe domande.

gli amici del lory

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work sucks, go surfin’

2 Settembre 2009 Commenti disabilitati

nè più, nè meno. era la vacanza che mi ci voleva.

avevo bisogno di staccare. da tutto e da tutti.
non mi sarebbe bastata la solita solfa del:
“vai in spiaggia per 21 giorni e non fai altro che dormire”
a parte che a me non fare una cippa piace, ma poi stufa anche.
c’era bisogno di qualcosa che staccasse davvero, qualcosa di totalmente nuovo,
che mi tenesse impegnato anima e corpo, nonchè cervello, quel poco che uso di solito.

surf.
l’idea giusta, al momento giusto, perfetta e fattibile per il sottoscritto.
non lo sport della mia vita, ma qualcosa di simpatico e faticoso da imparare.
per conoscere un mondo nuovo, per dimenticarmi per un pò di quello vecchio.
ok, una mano me l’ha data il mio cellulare. sembrava lo sapesse.
avevo una mezza idea di lasciarlo definitivamente a casa,
ma tanto sapevo che sarebbe stato inutile, ero ancora rintracciabile.
e allora giochiamo anche a fare quello che ha una coscienza e portiamolo.
poi però la vodafone o la nokia, non so di chi sia la colpa,
hanno pensato bene di non farmi funzionare gli sms. solo chiamate.
ok. nella sfiga, vuol dire che le comunicazioni saranno poche ed essenziali.
in pratica, lo metto in un cassetto e ogni tanto mi devo ricordare che è lì.

sparisco dal mio mondo per un pò,
non sono neanche curioso di vedere cosa sarà al mio ritorno.
perchè poteva anche non esserci un ritorno.
un possibilità su un milione, ma poteva. colpa della crisi.
non ero curioso perchè proprio non mi interessava. ma nulla.
era la mia cazzo di vacanza e la cosa fondamentale era il sottoscritto.
e poche ed essenziali comunicazioni, ovviamente. giusto per dire che ero vivo.

non avevo un cappellino, perchè là in Spagna il sole picchia ma soprattutto
non avevo un cappellino per l’estate, perchè ogni estate ne devo avere uno diverso.
il primo che ho trovato aveva questa scritta: “work sucks, go surfing”
perfetto. action.

ora che sono tornato, come sempre dopo uno stacco drastico,
riconsideri tante cose. tanti giudizi e tanti equilibri li misuri in maniera diversa.
sei un pò più distaccato e per qualche tempo hai la lucidità oggettiva di dire che
‘questo sì, questo ma anche no’, ‘visto che avevo ragione io?’, ‘who cares?’…
e ditemi quello che volete, ma sono sempre più convinto che io vinco o pareggio.
work sucks, go surfin’ again. parola di Chello Sleitero.

per 15 faticosissimi giorni è stato un crescendo di olas, paella, shortboard,
minimalibu, mojitos, mute anti freddo, paraffina, fritture, sangria, leashes,
ronmiel, line up, wipe out, break point, jamon, surf’s up, pedal, pedal, pedal…

…rema, stronzo.