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Archivio per la categoria ‘torno subito’

con un decathlon

18 Novembre 2009 Commenti disabilitati

con un deca non si può andar via,
cantavano gli 883 tanti anni fa, ma tanti anni fa.

con un decathlon invece, sì può.

ok, prendiamola larga.
ciascuno di noi, che lo voglia o no, ha il suo negozio preferito, inteso come tipologia di negozio: a chi piacciono i negozi di abbigliamento, chi si ferma davanti alle vetrine di coltelli multiuso, chi davanti al menù di una trattoria casalinga, chi non può fare a meno della bottega verde tra creme e bagnoschiuma aromatizzati alla menta o alla vaniglia, chi gira per fumetti, chi dice di frequentare le cartolerie, chi gira per articoli informatici, chi entra sempre in quei negozietti di ravatti&cianfrusaglie spesso cinesi da tutto a 1 euro, e così via. insomma, ciascuno di noi, anche inconsciamente, ha il suo negozio.

a conti fatti, il mio è decisamente decathlon.
articoli sportivi, articoli vacanzieri, soprattutto, in linea più generale, articoli da viaggio. qualsiasi viaggio sia, soprattutto quelli un pò avventurosi, quelli essenziali, alla zingara: roba di campeggio, di giri in moto, dove lo spazio è poco, tutto deve essere pratico e funzionale e poco ingombrante. non viaggio da albergo di lusso tutto elegantino, ma viaggio da zaino in spalla, tutto quello che serve deve stare lì. giusto per scomodare ancora gli 883, carichiamo solo il minimo in moto e partiamo subito, senza prenotare niente che la strada è l’unico limite, niente orari stabili ne telefonate tipo dove sei?, pensare solo a ciò che è essenziale…

dalla tenda piccola come un pacchetto di fazzoletti che aperta diventa un ecomostro alla coperta in pile che quelle che ho sono ormai logore e consunte e si devono cambiare. dall’accappatoio in microfibra che occupa niente al cuscino gonfiabile per dormire ovunque, al sacco a pelo piccolo e poderoso, passando per il fornellettino da campo che cuoce pasta per trenta persone, fino all’abbigliamento sportivo tecnologico e non, per andare via con pochissima roba ma di quella che ripara davvero dal freddo eventuale, senza pensare agli ingombrantissimi e pesantissimi maglioni che la nonna ha fatto decenni fa con tanto tanto amore.

ero invidioso di tanti miei amici che l’avevano più o meno sotto casa.
ora ne innaugurano uno qua a mantova. non so perchè, ma aspetto con ansia il giorno dell’apertura. davvero, sono emozionato, come se si trattasse di una finale, conto quanti giorni mancano all’apertura. poi, come se non bastasse, ho pure la fatality che il direttore del mio decathlon è ospite al mio bed&breakfast, lo tratterò con tutti gli onori del caso perchè mi sa che mi vedrà spesso da quelle parti. con un decathlon si può già immaginare andar via, so già che abbinerò un viaggio diverso ad ogni articolo che vedrò: questo lo potrei usare se vado lì, quest’altro mi fa comodo se vado là, uh, quello sarebbe spettacolare se andassi… girerò per le corsie con occhi sbarrati e sguardi sognanti pensando di voler comprare ogni cosa, fino quasi ad arrivare a roteare in alto il dito indice gridando:
quanto costa qui tutta la baracca? …mi sa che è ora di pensare ad un nuovo giro.

perchè l’importante è il viaggio, non dove andrò.

roba di cinghiale e di amicizia

5 Ottobre 2009 Commenti disabilitati

sere come quella di ieri non cambieranno la storia della mia vita.

probabilmente fra un pò me ne dimenticherò anche,
ma sono quelle che torneranno alla mente sempre velocemente,
splendide nella loro folle semplicità. perchè si parla di roba di moto,
ma soprattutto roba di cinghiale e di amicizia. tanta roba.

domenica di sole di inizio ottobre. due del pomeriggio.
nella mia testa un giro di pensieri: c’è il sole, vorrei andare in moto,
ma dove vado e con chi vado, voglio anche mangiare cinghiale,
è un pò che non ne mangio… ma dove vado e con chi vado,
e provo ad unire tutti questi pensieri, cerco un filo comune.
il connubbio moto_cibo trova sempre una sola risposta:
andre.

sms. ehi tu, sei a genova o a lavagna? sei in macchina o in moto?
ci troviamo a metà strada e andiamo a mangiare del cinghiale?

telefonata: …eehh???
…e da lì, come un domino, l’idea prende immediatamente forma,
i pezzi scombinati dei miei progetti vanno improvvisamente a posto in un colpo solo.
è un’idea assurda, ma assolutamente fattibile. alle sei a bedonia?
e andiamo.

sole e strade di montagna, curve e tornanti.
arrivo a bedonia prima io. uno dei due doveva aspettare, lo sapevamo.
mi sono portato un libro, intanto leggo un pò, roba di relaxing.
dopo una mezz’oretta arriva andre. scende dalla moto, neanche si toglie il casco.
mi guarda, mi punta il dito contro:
“senti un pò… mi spieghi perchè io e te dobbiamo sempre fare ’ste cose?
io dovrei fare lavagna-genova, 35km, e faccio una deviazione di 140.
tu vieni apposta da mantova, 300km tra andata e ritorno… fai tu…
tra l’altro, solo noi potevamo incontrarci in un posto a caso
proprio il giorno di una festa di paese. ma perchè??”

la più attenta delle organizzazioni non potrà mai sostituire una bella botta di culo.
c’è una festa in paese. una castagnata. tanta gente, tanta roba.
con tante bancarelle di prodotti tipici e assaggini vari.
musica in filodiffusione per le vie del paese. musica blues, la mia preferita.
roba di John Lee Hooker o Muddy Waters.

aperitivo.
bar “gianni” o bar “l’altro”? l’altro, le cameriere sono più gnocche carine.
intanto che aspettavo andre, ho chiesto in giro dove mangiare cinghiale.
trattoria consigliata, ho già telefonato per prenotare. organizzazione live.
riprendiamo le moto per fare quei 5km e 4tornanti che ci separano dal ristorante.
ci sediamo e qui andre cade nel solito, immancabile, irrinunciabile errore:
“mi raccomando, abbiamo il ritorno da fare… mangiamo poco”
arriva la cameriera, io ordino subito il cinghiale e stop.
andre chiede cosa c’è di stagione. tartufi e/o funghi. i suoi occhi si allargano.
ho già capito cosa sta pensando: e adesso cosa scelgo?
il problema è che l’ha capito anche la cameriera e sorniona chiede:
“volete un assaggio di tutto?”
sì.

dunque: antipasto di salumi parmensi con gnocco fritto, cipolline all’aceto balsamico, insalata di funghi, tagliolini al tartufo, cinghiale in umido, contorno di funghi fritti, mezza di barbera, acqua, dolce, ananas, caffè, limoncino e, in cassa, un altro amaro stranguglìno che non ho capito bene cosa fosse ma che a ’sto punto che’cce frega, ‘amo fatto trenta, famo trentuno. ahò. e quarantacinque euri in due, ‘anvedi.

stiamo per ripartire, di nuovo in solitaria. uno in una direzione, uno nell’altra.
stavolta per davvero, non come nelle foto idiote che facciamo di solito in giro.
la serata diversa che in pochi si sognerebbero di intraprendere. quasi nessuno. quasi.
“sono orgoglioso di avere un amico come te”, gli dico fiero.
“grazie a te, e per queste cose sai che ci sono sempre”, risponde lui.

roba di sincera, essenziale e folle amicizia. tanta roba…

work sucks, go surfin’

2 Settembre 2009 Commenti disabilitati

nè più, nè meno. era la vacanza che mi ci voleva.

avevo bisogno di staccare. da tutto e da tutti.
non mi sarebbe bastata la solita solfa del:
“vai in spiaggia per 21 giorni e non fai altro che dormire”
a parte che a me non fare una cippa piace, ma poi stufa anche.
c’era bisogno di qualcosa che staccasse davvero, qualcosa di totalmente nuovo,
che mi tenesse impegnato anima e corpo, nonchè cervello, quel poco che uso di solito.

surf.
l’idea giusta, al momento giusto, perfetta e fattibile per il sottoscritto.
non lo sport della mia vita, ma qualcosa di simpatico e faticoso da imparare.
per conoscere un mondo nuovo, per dimenticarmi per un pò di quello vecchio.
ok, una mano me l’ha data il mio cellulare. sembrava lo sapesse.
avevo una mezza idea di lasciarlo definitivamente a casa,
ma tanto sapevo che sarebbe stato inutile, ero ancora rintracciabile.
e allora giochiamo anche a fare quello che ha una coscienza e portiamolo.
poi però la vodafone o la nokia, non so di chi sia la colpa,
hanno pensato bene di non farmi funzionare gli sms. solo chiamate.
ok. nella sfiga, vuol dire che le comunicazioni saranno poche ed essenziali.
in pratica, lo metto in un cassetto e ogni tanto mi devo ricordare che è lì.

sparisco dal mio mondo per un pò,
non sono neanche curioso di vedere cosa sarà al mio ritorno.
perchè poteva anche non esserci un ritorno.
un possibilità su un milione, ma poteva. colpa della crisi.
non ero curioso perchè proprio non mi interessava. ma nulla.
era la mia cazzo di vacanza e la cosa fondamentale era il sottoscritto.
e poche ed essenziali comunicazioni, ovviamente. giusto per dire che ero vivo.

non avevo un cappellino, perchè là in Spagna il sole picchia ma soprattutto
non avevo un cappellino per l’estate, perchè ogni estate ne devo avere uno diverso.
il primo che ho trovato aveva questa scritta: “work sucks, go surfing”
perfetto. action.

ora che sono tornato, come sempre dopo uno stacco drastico,
riconsideri tante cose. tanti giudizi e tanti equilibri li misuri in maniera diversa.
sei un pò più distaccato e per qualche tempo hai la lucidità oggettiva di dire che
‘questo sì, questo ma anche no’, ‘visto che avevo ragione io?’, ‘who cares?’…
e ditemi quello che volete, ma sono sempre più convinto che io vinco o pareggio.
work sucks, go surfin’ again. parola di Chello Sleitero.

per 15 faticosissimi giorni è stato un crescendo di olas, paella, shortboard,
minimalibu, mojitos, mute anti freddo, paraffina, fritture, sangria, leashes,
ronmiel, line up, wipe out, break point, jamon, surf’s up, pedal, pedal, pedal…

…rema, stronzo.

qualche inutile tornante

22 Giugno 2009 Commenti disabilitati

tecnicamente, guardando la pura e semplice cartina stradale,
a fare milano-brescia sono 103km di autostrada, un’oretta circa.

però se consideriamo la moto, la voglia di viaggiare,
il fatto che c’era più o meno bel tempo,
e un ottimo compagno di viaggio come pochi ce ne sono,
noi ci abbiamo messo tre giorni, ottocentocinquanta km,
sette/otto passi di montagna e un centinaio abbondante di tornanti.
l’abbiamo presa larga di nulla, ma a noi le cose semplici ci fanno proprio schifo.

…tanto da arrivare all’hotel bikers-friendly di bolzano,
dove il proprietario è motociclista, la moglie del proprietario è motociclista,
i clienti sono tutti motocicilsti, tedeschi, quelli cattivi e convinti,
e farsi guardare male perchè gli abbiamo appena detto che
da livigno a lì, 86km scarsi sulla statale diretta,
abbiamo fatto il passo dello stelvio con la neve, 37 tornati a salire e 43 a scendere,
il passo resia che va fino a qualcosa.di.lontano.burg in austria
il passo del rombo con la neve, ormai i tornanti non li contavamo neanche più.

poi, vogliamo parlare del fatto che
17km in linea d’aria sono diventati quattro ore e un centinaio di km di curve?
d’accordo che siamo passati per il rosengarden a rendere onore a Lina,
d’accordo che il lago di carezza è una sballata del principio creatore,
d’accordo che la strada larga meritava una guida sportiva,
ma nel programmare il percorso che avremmo fatto quel giorno,
qualcuno ha pure avuto il coraggio di dire che dovevamo fare una strada
che ci avrebbe evitato qualche inutile tornante. vai a letto che sei stanco.

e, per la cronaca, siamo sempre più convinti che,
i motociclisti che sono stati a caponord (pausa) in moto,

sono molti meno di quello che pensiamo.

anche la mia hornet ringrazia

11 Ottobre 2008 Commenti disabilitati

la giornata è strana, perchè la prima e unica colazione che devo servire è alle 9.
dovrò rimettere a posto le camere, ma anche qui il lavoro pare essere veloce. e poi oggi c’è il sole. sto lavorando e ogni tanto guardo fuori dalla finestra… esco… non esco… esco… non esco… c’è il sole… perchè non approfittarne?
basta con l’inganno, è deciso: oggi vado a fare un giro in moto sul lago.

finisco quello che devo finire, avviso chi devo avvisare: oggi non ci sono, almeno per pranzo. ecco, diciamo che mi prendo una motociclistica, soleggiata, endorfinica pausa-pranzo. destinazione salò, nello specifico, perchè c’è un posticino che mi dicono che merita di essere provato. a metà strada telefonerò, trovandolo chiuso. meglio così, perchè il ristorante in riva al lago che ha avuto l’onore di ospitare queste nobili e quadrate chiappe merita forse ancora di più.

e poco importa se non sono più molto allenato come centauro e oggi mi fa molto male un polso. proprio non potevo stare in casa, ho visto un duecento-e-passa km belli soleggiati e ne ho approfittato alla grande, forse all’ultimo weekend utile per fare una cosa del genere.

anche la mia hornet ringrazia, aveva voglia di andare un pò in giro sul serio.