con un decathlon
con un deca non si può andar via,
cantavano gli 883 tanti anni fa, ma tanti anni fa.
con un decathlon invece, sì può.
ok, prendiamola larga.
ciascuno di noi, che lo voglia o no, ha il suo negozio preferito, inteso come tipologia di negozio: a chi piacciono i negozi di abbigliamento, chi si ferma davanti alle vetrine di coltelli multiuso, chi davanti al menù di una trattoria casalinga, chi non può fare a meno della bottega verde tra creme e bagnoschiuma aromatizzati alla menta o alla vaniglia, chi gira per fumetti, chi dice di frequentare le cartolerie, chi gira per articoli informatici, chi entra sempre in quei negozietti di ravatti&cianfrusaglie spesso cinesi da tutto a 1 euro, e così via. insomma, ciascuno di noi, anche inconsciamente, ha il suo negozio.
a conti fatti, il mio è decisamente decathlon.
articoli sportivi, articoli vacanzieri, soprattutto, in linea più generale, articoli da viaggio. qualsiasi viaggio sia, soprattutto quelli un pò avventurosi, quelli essenziali, alla zingara: roba di campeggio, di giri in moto, dove lo spazio è poco, tutto deve essere pratico e funzionale e poco ingombrante. non viaggio da albergo di lusso tutto elegantino, ma viaggio da zaino in spalla, tutto quello che serve deve stare lì. giusto per scomodare ancora gli 883, carichiamo solo il minimo in moto e partiamo subito, senza prenotare niente che la strada è l’unico limite, niente orari stabili ne telefonate tipo dove sei?, pensare solo a ciò che è essenziale…
dalla tenda piccola come un pacchetto di fazzoletti che aperta diventa un ecomostro alla coperta in pile che quelle che ho sono ormai logore e consunte e si devono cambiare. dall’accappatoio in microfibra che occupa niente al cuscino gonfiabile per dormire ovunque, al sacco a pelo piccolo e poderoso, passando per il fornellettino da campo che cuoce pasta per trenta persone, fino all’abbigliamento sportivo tecnologico e non, per andare via con pochissima roba ma di quella che ripara davvero dal freddo eventuale, senza pensare agli ingombrantissimi e pesantissimi maglioni che la nonna ha fatto decenni fa con tanto tanto amore.
ero invidioso di tanti miei amici che l’avevano più o meno sotto casa.
ora ne innaugurano uno qua a mantova. non so perchè, ma aspetto con ansia il giorno dell’apertura. davvero, sono emozionato, come se si trattasse di una finale, conto quanti giorni mancano all’apertura. poi, come se non bastasse, ho pure la fatality che il direttore del mio decathlon è ospite al mio bed&breakfast, lo tratterò con tutti gli onori del caso perchè mi sa che mi vedrà spesso da quelle parti. con un decathlon si può già immaginare andar via, so già che abbinerò un viaggio diverso ad ogni articolo che vedrò: questo lo potrei usare se vado lì, quest’altro mi fa comodo se vado là, uh, quello sarebbe spettacolare se andassi… girerò per le corsie con occhi sbarrati e sguardi sognanti pensando di voler comprare ogni cosa, fino quasi ad arrivare a roteare in alto il dito indice gridando:
quanto costa qui tutta la baracca? …mi sa che è ora di pensare ad un nuovo giro.
perchè l’importante è il viaggio, non dove andrò.