Archivio

Archivio per la categoria ‘torno subito’

neanche a farlo apposta

10 Ottobre 2008 Commenti disabilitati

giovedì sera sto per uscire dall’ufficio. suona il telefono.

odio questo genere di telefonate, le riconosci perchè hanno lo squillo traditore. sono quelle che ti portano un piccolo problema, che in pochissimo tempo diventa un grosso problema e che tu decidi, data l’ora, di rimandare a domani, sapendo che sarà diventato un enorme, insormontabile problema.

infatti, è quel tipo di telefonata. domani mattina c’è da essere alle 8 a vercelli a prendere un particolare utilissimo fer completare un lavoro che doveva essere finito oggi. chi posso mandare io, in qualità di warehouse manager, cioè sire indiscusso del magazzino? ma che ne so a quest’ora, chi trovo che domani parta alle 5 per andare a vercelli, che non so neanche bene dov’è? i casi sono due: o io o luciano, siamo gli unici rimasti a quest’ora. anche se lui è meglio stia in azienda, per tutta una serie di motivi che non sto a raccontarvi. tocca a me.

per farmi forza, una voce caritatevole mi dice che l’importante è passare milano molto presto, fuori dall’orario di apertura uffici. come sarebbe a dire ‘passare milano’? devo passare per milano? scopro dunque dov’è vercelli, devo passare sopra milano. improvvisamente nella mia mente si stampa perentoria la figura di andre, e non è comunque mai un bel vedere. idea: parto stasera, dormo da andre e domani sono molto più vicino, soprattutto non mi faccio una levataccia e passo una serata divertente con un amico.

prendo il telefono: ’sei a milano’ – si – ’stasera sono da te e dormo lì’.
risposta: ‘anche tu?’… come ‘anche tu’? …chi altri c’è? il timo, e il trio escusa è bello che servito, neanche a farlo apposta. e io che mi faccio tanti scrupoli e ci metto tanto impegno per organizzare un escusa renderzvous… alla notizia ero già in macchina. la sera prima ero a vicenza da mio fratello e anche se un cambio di biancheria era stato sacrificato per la partita di calcetto, qualcosa di ‘pulito e/o usabile’ doveva essere rimasto in borsa: adoro quando faccio il previdente estremo…

…e metto dentro una maglietta e un paio di mutande in più.

il cinese si è suicidato

26 Agosto 2008 Commenti disabilitati

olimpiadi di pechino 2008, cina. tutti gli occhi del mondo addosso.
il casino del tibet ancora in corso, abilmente accantonato, nascosto.
le olimpiadi più blindate/controllate della storia, ovvi i motivi politici.
in aggiunta, il presidente degli stati uniti d’america in vista ufficiale.

io e andrea siamo in spagna e sfogliando il ‘mundo deportivo‘,
l’equivalente spagnolo del ‘tuttosport’ italiano, leggiamo questo trafiletto:
(il testo è facilmente intuibile…)

“un americano muere apuñalado y su asesino se suicida después”
-un familiar del seleccionador de voleibol de ee.uu.(*) murió tras ser apuñalado y otro pariente resultó herido en un ataque realizado por un hombre que luego se suicidó, suceso ocurrido en un popular lugar turistico de pekin. la persona fallecida era un hombre y la vìctima herida una mujer, ambos estadunitenses. [..] fueron atacados por un agresor solitario que posteriormente se suicidó, llamado xxx xxxx, que saltó al vacìo desde un segundo piso de la popular torre y murió en el acto. el presidente george w. bush, que se encuentra en la capital china, fue informado y expresó sus condolencias a los familiares de las vìctimas estadunitenses. [..]-

olimpiadi di pechino 2008, cina. tutti gli occhi del mondo addosso.
rispettiamo la serietà della morte, in più ad un evento che deve essere di festa.
ma io e andre ci siamo fatti una sana risata e forse, nel suo profondo,
anche il presidente estadunitense l’avrà pensata come noi.

mi gioco la mia collezione di cd dei queen che il cinese l’hanno suicidato.

a pito de perro

2 Agosto 2008 Commenti disabilitati

espana dos-mil-ocio.

si parte il 3 agosto, si torna il 23 agosto.
tutto ciò che c’è in mezzo è ‘a pito de perro’.
in auto, per problemi tecnici motociclistici.
in campeggio vigliacco, come piace a me.
jamon serrano, sangria, paella, cerveza.
il creativo, le songs for carogna, due libri.
andrea, cox, dalp, alhambro, il moleskine.
e la tour eiffel, e lo so io il perchè…

saludos y besos.

london bridge is falling down

10 Giugno 2008 Commenti disabilitati

weekend a londra, da&con amici.

un misto tra una turistata in piena regola e quattro giorni di baldoria. tralasciamo la baldoria, fatta di fiumi di birra, nella maggior parte dei casi, o di discorsi assolutamente futili e privi di senso, per questo così meravigliosamente divertenti. tralasciamo le tue micidiali paglia-time prima di partire o la roba tutta rimescolata nei mobili della cucina, che prima o poi arrivano le tue maledizioni. tralasciamo la nottata a fare clubbing, che quelle 6sterle di resto che non ci hanno dato proprio ci stanno on the soul. e tralasciamo anche tutto il resto e per una volta vorrei tralasciarlo davvero, nel rispetto ovviamente di ciascuno di noi.

tralasciamo anche la turistata, che il mio passo nel vedere la città era molto più british di quello dei miei amici, rispettabilissimo comunque, ma diverso, non proprio london-style. tralasciamo le cose che ho visto, dai musei alla gita fuori porta in una brighton simil-baywatch, che ho capito che ti piace anche per quello, dai mercatini di portobello rd. a quelli punk di camden town, dal giro caramelloso da harrod’s alla spesa al mentholo da sainsbury’s, tralasciamo il mega-pisolino sul prato o il precedente giro lunghissimo della serpentine di hydepark, con incontro della statua di peter pan, che poi non capisco perchè solo lui con la statua visto che, senza capitan uncino, il ragazzotto sarebbe solo una checca isterica in calzamaglia verde che urla: ‘volo!… volo!’ …e tralasciamo anche che per andare al madame tussauds, il museo delle cere, ci volevano 22sterle, un pò troppo per delle candele da un metro e settantacinque.

tralasciamo tutti i milioni e milioni di negozi di schifezze alimentari, che se vivessi lì sarei obeso, perchè sono tutte schifosamente buone, perchè servono comunque molte più calorie per girare a london ma con quella roba si esagera in ogni caso. soprattutto, tralasciamo il fatto che con la metro si perde la cognizione del tempo, mezzora ti sembrano cinque minuti e viceversa, che tanto a noi neanche interessava, ma accidenti quanto è comodo il tube, ti porta davvero ovunque. tralasciamo la oyster card che nel tube ti permette di girarci senza fare milioni di volte il ticket, oppure tralasciamo il fatto che se chiudono una linea della metro, questa viene sostituita da un altrettanto efficiente servizio di replacement bus gratis, come scuse per il disturbo, and mind the gap. sto tralasciando un pò troppe cose, una in particolare, ma camminare per london

e cantare ironicamente ‘london bridge is falling down‘ era molto divertente.

non si saluta più?

28 Aprile 2008 Commenti disabilitati

d’accordo, io sono un motociclista per modo di dire.

anche se a curriculum ho un viaggio a caponord dopo solo sei mesi di patente e me ne vanto alla grande, anche se alla voce dopo nello stesso curriculum ho segnato che ho distrutto una moto. che ci sarebbe da vantarsi, motociclisticamente parlando fa molto ‘esperienza’, ma a me sta profondamente ancora sul cazzo perchè era una gran bella moto.

ok, sono uno di quei motociclisti che usa la moto per andare a lavorare, ma solo se alle 7:30 del mattino c’è un sole che spacca le pietre e che il suddetto sole manda due volte un messaggio chiaro e forte con scritto ‘vai tranquillo che oggi non piove’. uno di quelli che se fa freddo va in macchina, se c’è una e una sola nuvola grigia va in macchina, se il più ubriaco dei metereologi ha detto che ‘domani è variaile’ io forse vado in macchina. uno che la moto la usa davvero nei weekend soleggiati quando in giro si vedono altri centauri bardati di tutto punto che sembra che loro sulla moto ci vivano ed invece sono dei codardi come me che se c’è il sole va bene altrimenti tutti in macchina. siamo e sono motociclista così e pace all’anima.

però c’è una cosa che del mondo delle moto proprio mi piace e ‘fa figo’, fa appartenenza ad una categoria di cui faccio parte solo ed esclusivamente perchè sotto il culo ho due ruote invece di quattro: il saluto quando ti incroci con un altro motociclista.

c’è chi mette fuori la mano a palmo aperto, chi mette fuori solo due dita, chi alza solo 4 dita dalla manopola, chi due, chi alza la mano, chi alza le dita tenendo appoggiato il palmo sulla manopola. nei miei chilometri fatti, ho visto tanti modi di salutare un altro della stessa ‘categoria’ al punto che mi sono sentito autorizzato a ‘creare’ una mia forma di saluto particolare, perchè tanto io sono un motociclista sui generis e anche il ‘mio’ saluto deve esserlo. io metto fuori la mano con pollice-indice-medio aperti, ‘3′, come le moto che ho avuto. se mai arriverò ad avere la sesta, sarà un casino. ma ci penserò poi.

ora, a me ’sta cosa del saluto piace da matti.
siamo d’accordo che quando sei in piega a 90km/h togliere la mano è un casino e sei autorizzato a non salutare. siamo d’accordo che se sfrecci su un rettilineo a 190km/h togliere la mano non è propio consigliato e sei autorizzato a non salutare, oltre che puoi anche non vedere il fulmine a due ruote che ti incrocia. siamo d’accordo su tutte le eccezioni del caso, ma l’anno scorso, anche quando andavo mestamente a lavorare in moto, la stragrande maggioranza dei motociclisti mi salutava e io salutavo loro. non parliamo poi durante il viaggio a caponord, avevo l’intenzione di mettere un braccio finto, ero sempre lì a salutare… e mi sentivo felice. siamo d’accordo su quello che volete, ma quest’anno pare che nessuno saluti più. non ho ancora girato tanto, ma di moto ne ho incrociate, nelle giornate di sole, quando tutti i motociclisti della domenica come me escono. mi chiedo: sono cambiate le regole, sono cambiati i motociclisti o non ho proprio capito un cazzo io?

forse nessuna delle ‘3′, ma ogni volta che non mi salutano a me dispiace comunque un pò.

…5 days later…
qualcuno deve aver letto questo post. ieri salutavano. anche io e ne ero felice.