un tuffo dove l’acqua è più blu
da circa sei o sette anni il copione ormai era sempre lo stesso.
fine estate, rientro nella solita routine, casa, lavoro, birra nel weekend.
quel preciso istante in cui non riesci a sopravvivere dei ricordi dell’estate, quando davvero ti è passata la sbornia ed è passato anche il mal di testa da day-after. quando ti rendi fottutamente conto che è finito il tempo delle vacanze, con qualche giornata piovosa in più e il sole sempre meno caldo che di sera una felpina schifo schifo non fa.
in questo preciso momento, partiva la mia propaganda sportivo-salutistica:
“quest’anno, cascasse il mondo, mi iscrivo in piscina, nuoto libero, così mi tengo in forma“
e il solito copione di mia madre che mi risponde che viene anche lei, che devo andare ad informarmi su orari e costi dell’operazione nuoto. allora mi armavo di incrollabile volontà e fede sportiva e facevo il giro delle piscine della zona, rubando elegantemente informazioni e volantini, analizzando tutti i dati in mio possesso per effettuare la scelta migliore. riportavo i risultati delle mie ricerche a mia madre che, in piena fiducia nelle doti organizzative del figlio, rispondeva con piglio serio: “adesso vediamo“.
era la fine immediata dell’acquatico progetto.
un treno lanciato a folle velocità si fermava istantaneamente colpendo un muro spesso un paio di chilometri. con quelle due parole, immediatamente si apriva una voragine di oblio e accidia per cui tutti i volantini e tutti i confronti di dati nel giro di un paio giorni finivano nel cestino, fatti a pezzi come coriandoli a carnevale. e mentre lei trovava il suo passatempo in un libro più o meno pesante come una putrella, io già pensavo a quali film scaricare per le mie fredde e pigre serate invernali. il nostro progetto, nel primo e unico momento di stand-by, moriva rovinosamente sotto il peso della nostra mal nascosta pigrizia sportiva.
e quest’anno non ci siamo certo sottratti alla nostra acquatica pantomima.
credo che mia madre un pò ci tenesse che io rifacessi la solita manfrina del:
“quest’anno, cascasse il mondo, mi iscrivo in piscina, nuoto libero, così mi tengo in forma“.
per tentare di dare un senso di novità e togliere un pò di vecchiume, quest’anno lei ha pure ragionato su quali sere poteva, cioè quando al b&b ci poteva stare mio padre perchè non era impegnato con lo spiritualissimo coro eclesiastico.
il sorriso di mia madre comunque lasciava trasparire il copione già visto, la certezza materna di un “tanto lo sappiamo come va a finire” e infatti si era gia comprata “il ricatto”, l’ultimo libro di john grisham. e io mettevo in scaricamento alcuni film. tra cui point break. surf.
ok, rimane il calcetto che salva la resistenza alla corsa e i muscoli dalla cintura in giù.
e, se ci insisto, ’sto sport mi fa anche un gran bel paio di chiappe, dicono…
ma con tutta la fatica muscolare che ho fatto a cercare di prendere due onde fatte bene,
ora dovrei affidare la funzionalità sportiva delle mie articolazioni superiori al download di emule?
no, stavolta no.
e in una sera piovosa di fine settimana, impugno il volante dell’auto con sguardo di sfida,
la strada che prendo non mi porterà subito a casa, prima devo passare di là.
entro e sento subito odore di cloro. abbonamento 15 ingressi, pago con il bancomat.
soprattutto, pago. stavolta il treno in corsa ha sfondato il suo muro. breakthru.
esco dalla piscina vittorioso, con la mia tessera azzurra in mano.
non c’è scritto il mio nome ne c’è la mia foto. è solo un badge per entrare.
ma tanto basta. stavolta il copione è cambiato. con i complimenti di un amico,
che, tra l’altro, mi sprona e mi consiglia sulla migliore attrezzatura da usare.
il primo tuffo però lo dedicherò a mia madre. spero che il suo libro sia avvincente.
